Beat Bit è un robottino molto speciale. Molti di voi lo avranno conosciuto tramite i video che nei giorni scorsi sono comparsi su YouTube. Nei filmati veniva mostrato l’incredibile processo di apprendimento di Bit Beat, incredibilmente rapido e allo stesso tempo ingenuo e naïf come quello di un bimbo che impara a gattonare o a dire pappa. Bit Beat purtroppo (ma qualche appassionato lettore di Isaac Asimov potrebbe dire “per fortuna”) non esiste nella realtà . Si trattava di un grande e riuscito progetto di comunicazione virale ideato e prodotto dalla Aware. Anche IsayBlog! ha partecipato attivamente alla diffusione del buzz sull’interessante progetto pubblicitario di Aware Design.
Come già avvenuto in occasione del lancio della campagna virale HoPersoLeo per il lancio della nuova Jeep Cherokee, anche in questa occasione IsayBlog! ha dato il proprio contributo attivo alla campagna, parlando del nuovo robottino Bit Beat direttamente su Geekissimo, blog di hi-tech e cultura Geek del network nonché una delle più autorevoli voci tecnologiche del web italiano.
L’hype si è subito diffuso fra i lettori e sono fioccati circa un centinaio di commenti. Alcuni hanno subito fiutato qualcosa di strano (pur riconoscendo affascinati il fantastico lavoro svolto dai creatori del video, in quel momento ancora sconosciuti) mentre altri hanno creduto davvero all’esistenza di Beat Bit.
Nessuno dei due “schieramenti” d’opinione aveva torto, in fondo. Bit Beat non è reale in senso stretto: le sue schede logiche e i suoi circuiti non sono mai stati programmati, nessun controller elettronico azionerà mai i suoi inesistenti motori passo passo. Eppure Bit Beat esiste davvero, almeno nella fantasia dei suoi ideatori perché il piccolo robottino altro non è che la metafora di ciò che Aware chiama Smart Communication Design, come mostrato nel “video rivelatore”, qui sopra.
Grazie anche al contributo di IsayBlog! e di altri attori del web italiano la fantasia di Aware è divenuta realtà -virtuale- e il progetto di diffusione “virale” della campagna è perfettamente riuscito.
Commento by Elena
15 febbraio 2009 | Ore: 15:05
Molto interessante questo articolo!
Grazie
Alberghi Legnano