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	<title>iSayBlog News &#187; Viral Marketing</title>
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		<title>Bit Beat, il viral marketing si fa &quot;robotico&quot;</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 09:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camillo Miller</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viral Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Aware design]]></category>
		<category><![CDATA[Bit Beat]]></category>

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		<description><![CDATA[Beat Bit è un robottino molto speciale. Molti di voi lo avranno conosciuto tramite i video che nei giorni scorsi sono comparsi su YouTube. Nei filmati veniva mostrato l&#8217;incredibile processo di apprendimento di Bit Beat, incredibilmente rapido e allo stesso tempo ingenuo e naïf come quello di un bimbo che impara a gattonare o a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-572" title="bb_article" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/11/bb_article.jpg" alt="" width="495" height="227" /><strong>Beat Bit</strong> è un robottino molto speciale. Molti di voi lo avranno conosciuto tramite i video che nei giorni scorsi sono comparsi su <strong>YouTube</strong>. Nei filmati veniva mostrato l&#8217;incredibile processo di apprendimento di Bit Beat, incredibilmente rapido e allo stesso tempo ingenuo e naïf come quello di un bimbo che impara a gattonare o a dire pappa. <a href="http://www.awaredesign.eu/articles/17-Smart-Communication-Design-Il-suo-cuore-fa-Bit-Beat-">Bit Beat</a> purtroppo (ma qualche appassionato lettore di Isaac Asimov potrebbe dire &#8220;per fortuna&#8221;) non esiste nella realtà. Si trattava di un grande e riuscito progetto di comunicazione virale ideato e prodotto dalla <a href="http://www.awaredesign.eu/">Aware</a>. Anche <strong>IsayBlog!</strong> ha partecipato attivamente alla diffusione del<em> buzz</em> sull&#8217;interessante progetto pubblicitario di Aware Design.</p>
<p><span id="more-571"></span></p>
<p>Come già avvenuto in occasione del lancio della <a href="http://www.isayblog.com/isayblog/viral-marketing-isay-blog/">campagna virale HoPersoLeo</a> per il lancio della nuova Jeep Cherokee, anche in questa occasione IsayBlog! ha dato il proprio contributo attivo alla campagna, parlando del nuovo robottino <a href="http://www.geekissimo.com/2008/11/06/bit-beat-robot-umano/">Bit Beat direttamente su Geekissimo</a>, blog di hi-tech e cultura Geek del network nonché una delle più autorevoli voci tecnologiche del web italiano.</p>
<p>L&#8217;hype si è subito diffuso fra i lettori e sono fioccati circa un centinaio di commenti. Alcuni hanno subito fiutato qualcosa di strano (pur riconoscendo affascinati il fantastico lavoro svolto dai creatori del video, in quel momento ancora sconosciuti) mentre altri hanno creduto davvero all&#8217;esistenza di Beat Bit.</p>
<div align="center"><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1BpIYSskx3s&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/1BpIYSskx3s&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></div>
<p>Nessuno dei due &#8220;schieramenti&#8221; d&#8217;opinione aveva torto, in fondo. Bit Beat <strong>non è reale in senso stretto</strong>:  le sue schede logiche e  i suoi circuiti non sono mai stati programmati, nessun controller elettronico azionerà mai i suoi inesistenti motori passo passo. Eppure Bit Beat esiste davvero, almeno <strong>nella fantasia dei suoi ideatori</strong> perché il piccolo robottino altro non è che la metafora di ciò che Aware chiama Smart Communication Design, come mostrato nel &#8220;video rivelatore&#8221;, qui sopra.</p>
<p>Grazie anche al contributo di IsayBlog! e di altri attori del web italiano la fantasia di Aware è divenuta realtà -virtuale- e il progetto di diffusione &#8220;virale&#8221; della campagna è perfettamente riuscito.</p>
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		<title>Viral Marketing: un&#039;entusiasmante collaborazione di IsayBlog!</title>
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		<comments>http://isayblog.com/blog/isayblog/viral-marketing-isay-blog/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 12:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex Zarfati</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADV - Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[IsayBlog!]]></category>
		<category><![CDATA[Spot]]></category>
		<category><![CDATA[Viral Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna IsayBlog!]]></category>
		<category><![CDATA[Guerrilla marketing]]></category>
		<category><![CDATA[hopersoleo]]></category>
		<category><![CDATA[jeep cherokee]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[xister]]></category>

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		<description><![CDATA[La home page del blog hoperosleo Quando Xister, l’agenzia che ha seguito la campagna di viral marketing &#8220;Ho perso Leo&#8221; per il lancio del nuovo Jeep Cherokee, ha chiesto la nostra collaborazione, ci siamo entusiasmati. Contribuire alla gestione del Blog di una campagna nazionale, promossa da un&#8217;azienda di grandi dimensioni e prestigiosa come la famosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></br><br /></br></p>
<div align="center"><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/hpl.jpg" /></strong></div>
<div align="center"><small>La home page del blog hoperosleo</small></div>
<p></br><br /></br></p>
<div align="justify">Quando Xister, l’agenzia che ha seguito la campagna di viral marketing &#8220;Ho perso Leo&#8221; per il lancio del nuovo <a href="http://jeepcherokee.it/">Jeep Cherokee</a>, ha chiesto la nostra collaborazione, ci siamo entusiasmati. Contribuire alla gestione del Blog di una campagna nazionale, promossa da un&#8217;azienda di grandi dimensioni e prestigiosa come la famosa azienda automobilistica, è una delle prime sfide raccolte dallo staff di IsayBlog!</p>
<p>Siamo stati piacevolmente &#8220;costretti&#8221; ad ore di briefing appassionato presso la loro sede, per cercare di essere all&#8217;altezza della situazione. A <a href="http://www.xister.com/xi2/index.php">Xister</a> quindi, spetta il merito di aver individuato l&#8217;importanza dei nuovi strumenti strategici del Web 2.0, dandoci la possibilità di mostrare tutto il &#8220;potenziale sociale&#8221; della rete e delle nostre capacità nel generare interesse. Una intensa collaborazione dunque, che ha portato all’indiscutibile successo di questa campagna.</div>
<p></p>
<div align="justify">L&#8217;intento dell&#8217;iniziativa <strong>&#8220;Ho perso Leo&#8221;</strong> è stato quello di creare interesse, attesa e curiosità da parte di un target ampio, nei confronti di una storia &#8220;graffiante&#8221; come quella relativa allo <a href="http://hopersoleo.wordpress.com">smarrimento di un leopardo</a> per le strade italiane. La storia è stata raccontata sul blog e attraverso foto e <a href="http://www.youtube.com/hopersoleo11">video</a> che man mano sono stati pubblicati sui più noti servizi di foto e video-sharing. </div>
<p></br></p>
<div align="justify">Lo studio del nostro gruppo e la collaborazione di tutti i nostri blogger, impegnati nel segnalare l&#8217;iniziativa e supportarla costantemente, hanno contribuito a far decollare velocemente l&#8217;attenzione su internet, facendo ottenere al Blog (<a href="www.hopersoleo.wordpress.com">www.hopersoleo.wordpress.com</a>) risultati strabilianti, ancor prima che centinaia di migliaia di locandine, fossero distribuite in diverse città italiane.</p>
<p>Un gioco di squadra che ha fatto registrare <strong>picchi di oltre 17.000 pagine viste al giorno, ottenuto citazioni su principali quotidiani nazionali e un paio di passaggi su TG nazionali.</strong></div>
<p><span id="more-103"></span></p>
<div align="justify">Conoscevamo la blogosfera a sufficienza per sapere che vincere la diffidenza di migliaia di utenti sarebbe stato difficile, ma abbiamo pensato che anche lo scetticismo di alcuni avrebbe potuto giocare a nostro favore: siamo infatti riusciti a &#8220;stuzzicare&#8221; i pezzi da 90 dell&#8217;informazione sul web come il <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_02/leopardo_scomparso_3052f92e-184f-11dd-89d5-00144f02aabc.shtml">Corriere.it</a>, <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/leopardo-smarrito/1.html">Repubblica.it</a>, <a href="http://qn.quotidiano.net/2008/05/02/85180-aiutatemi_ritrovare.shtml">Quotidiano.net</a>, <a href="http://attivissimo.blogspot.com/2008/05/antibufala-cercasi-leopardo-smarrito.html">Paolo Attivissimo</a> (il celebre giornalista informatico cacciatore di bufale), e tantissimi altri.</div>
<p> Sono state messe in campo tutte le forze di cui dispongono gli utenti che frequentano internet regolarmente, <a href="www.flickr.com/photos/25471812@N06/">la pagina di Flickr</a>, <a href="http://it.facebook.com/people/Leo_Leopardo/1225005564">la pagina di Facebook</a>, <a href="http://www.myspace.com/hopersoleo">la pagina di Myspace</a>, <a href="http://www.hopersoleo.com/map/">la GoogleMap con gli avvistamenti di Leo.</a><br />
<br /></br></p>
<div align="center"><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/corr.jpg" /></strong></div>
<div align="center"><small>&#8220;Ho perso Leo&#8221; sul sito de Il Corriere della Sera</small></div>
<p></br><br /></br></p>
<div align="center"><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/rep.jpg" /></strong></div>
<div align="center"><small>&#8220;Ho perso Leo&#8221; sul sito di Repubblica</small></div>
<p></br><br /></br></p>
<div align="justify">
Come pianificato da Xister, sono state messe in campo tutte le forze di cui dispongono gli utenti che frequentano internet regolarmente, la pagina di <em>Flickr</em>, la pagina di <em>Facebook</em>, la pagina di <em>Myspace</em>, <em>GoogleMap</em> con gli avvistamenti di Leo.<br />
L&#8217;utilizzo già citato dei filmati, diffusi sui principali aggregatori di <em>video-sharing</em> come <em>Youtube</em> e <em>Metacafe</em> e <em>Dailymotion</em>, ha permesso di diffondere i contenuti con maggiore velocità.  Codici di embed sono stati inseriti in decine di Blog personali, facendo rimbalzare la notizia in maniera incontrollata. Quando l&#8217;interesse delle principali emittenti televisive è arrivato, sapevamo di avere colto il segno. Il 2 Maggio arriva una segnalazione molto attesa: <strong>nell&#8217;edizione delle 12.30 del TG di Italia Uno <em>Studio Aperto</em>, è stata segnalata <em>la scomparsa di leo</em> in un <a href="mms://mediaset.wmod.llnwd.net/a2695/e1/studioaperto/2008/05/020508_5g.wmv">servizio dedicato</a>.</strong> Immediato il conseguente riversamento di utenti sul Blog creato per l&#8217;occasione, assetati di informazioni.</div>
<p></br></p>
<div align="center"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/swx6-wprylw&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/swx6-wprylw&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></div>
<p></br></p>
<div align="center"><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/sap.jpg" /></div>
<div align="center"><small>L&#8217;iniziativa su &#8220;Studio Aperto&#8221;</small></div>
<p></br></p>
<div align="justify">La campagna di <em>viral marketing</em> si è conclusa dopo 3 settimane. <strong> Ringraziamo <a href="http://www.xister.com/xi2/index.php"><strong>Xister</strong></a> per la possibilità che ci ha offerto nel dare il nostro contributo. Vincere i sospetti della comunità di internauti (perfettamente avvezzi a queste iniziative) è stata una sfida che abbiamo raccolto con piacere.</strong></div>
<p></p>
<div align="justify">E noi ringraziamo tutti (impossibile citarli tutti), sia quelli che ci hanno creduto, sia gli scettici della prima ora. E un grazie particolare a tutti quelli che, pur immaginando qualcosa, si sono fatti contaminare da un&#8217;idea che aveva del surreale e del fantastico e si sono divertiti a giocare con Leo. La prossima volta sarà più dura, possiamo giurarci. <strong>Ma noi ci appassioneremo a trovare nuove strade di contaminazione creativa nel terreno che separa il lato social, da quello del marketing. E&#8217; il nostro lavoro.</strong></div>
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