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	<title>iSayBlog News &#187; SEO</title>
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		<title>Google indicizzerà i contenuti Flash</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 17:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camillo Miller</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Adobe]]></category>
		<category><![CDATA[Flash]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-138" title="googflash" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/googflash.jpg" alt="Google Flash" width="460" height="250" /></strong></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Google ha imparato a &#8220;leggere&#8221; i siti in Flash</strong>. Gli ingegneri di Big G hanno sviluppato <strong>un nuovo algoritmo capace di indicizzare il contenuto dei siti realizzati in flash</strong> grazie al quale il crawler sarà in grado di rilevare le parti testuali contenute nei file realizzati con il noto programma di Adobe. Siamo sicuramente <strong>di fronte ad un&#8217;innovazione importante</strong> che aprirà nuove prospettive nell’ambito dell’ottimizzazione del posizionamento dei siti. Ma è una notizia positiva o negativa?</p>
<p><span id="more-137"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto si apprende <a href="http://googleblog.blogspot.com/2008/06/google-learns-to-crawl-flash.html">dal blog ufficiale di Mountain View</a> (<em>tanto per fare un esempio di Corporate Blogging estremo</em>), il nuovo algoritmo è stato implementato in parallelo all’adozione di Flash player e grazie ad essi il software di indicizzazione di Google sarà in grado di <em>spulciare</em> <strong>all&#8217;interno di qualsiasi tipo di contenuto realizzato in flash</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia sarà sicuramente accolta positivamente dalle aziende che hanno deciso di realizzare il proprio sito interamente in Flash e che qualora avessero voluto indicizzare i contenuti in esso presente dovevano affidarsi ad una <strong>copia HTML</strong> del sito stesso o a stratagemmi di vario genere. Allo stesso tempo n<strong>on sorrideranno i sostenitori dell’open source</strong> e chiunque non veda di buon occhio l’utilizzo della tecnologia proprietaria di Adobe per la realizzazione di siti internet dinamici.</p>
<p style="text-align: justify;">A rafforzare l’idea di <strong>un accordo chiuso e poco trasparente</strong> <strong>ci pensa direttamente Adobe</strong>, <a href="http://www.adobe.com/aboutadobe/pressroom/pressreleases/200806/070108AdobeRichMediaSearch.html">confermando che solamente Google e Yahoo</a> hanno avuto la possibilità di studiare da vicino le &#8220;interiora&#8221; di flash per sviluppare l&#8217;algoritmo necessario all&#8217;indicizzazione. Rimangono tagliati fuori i motori di ricerca minori e soprattutto <strong> Live Search di Microsoft</strong>, azienda produttrice del diretto concorrente di Flash, Silverlight.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento chi volesse <strong>realizzare siti dinamici</strong> (dove per dinamismo non si intende ovviamente la possibilità di animare i contenuti offerta da Flash) o vere e proprie <strong>Rich Internet Applications</strong> senza utilizzare necessariamente la tecnologia chiusa di Adobe o Microsoft potrebbe scegliere delle valide alternative Open, <strong>come la semplice integrazione fra HTML, CSS, Ajax e Javascript</strong>. E&#8217; questa, ad esempio, la strada intrapresa da Google per la creazione delle proprie applicazioni web o da Apple, che ha scelto di utilizzare il <a href="http://www.theapplelounge.com/hardware/iphone/sproutcore-il-cuore-open-di-mobileme/">framework Javascript SproutCore</a> per realizzare la nuova versione online del servizio internet <a href="http://www.me.com"><strong>MobileMe</strong></a>.</p>
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