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	<title>iSayBlog News &#187; marketing</title>
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		<title>Il corporate blogging, uno strumento di marketing ancora da scoprire</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 07:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[debbie weil]]></category>
		<category><![CDATA[forrester research]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[the corporate blogging book]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi due anni le aziende hanno salutato con grande esultanza l’avvento del corporate blogging, di questo nuovo strumento di marketing in grado di diffondere il brand e la filosofia aziendale in modo rapido, friendly e diretto. Stando, però, alle ultime indagini, sembra che per la maggior parte di esse sia davvero difficile centrare l’obiettivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-242"  title="blog-copia" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/blog-copia.jpg" alt="" width="200" height="200" /></strong> Negli ultimi due anni le aziende hanno salutato con grande esultanza l’avvento del <a href="http://www.isayblog.com/category/corporate-blog/" target="_blank">corporate blogging</a>, di questo <strong>nuovo strumento di marketing</strong> in grado di diffondere il brand e la filosofia aziendale in modo rapido, friendly e diretto. Stando, però, alle ultime indagini, sembra che per la maggior parte di esse sia davvero difficile centrare l’obiettivo e riuscire ad ottenere dei risultati concreti attraverso il<strong> blog aziendale.</strong></p>
<p><strong>Secondo uno studio condotto dalla</strong> <a href="http://www.forrester.com/Research/Document/Excerpt/0,7211,44368,00.html" target="_blank">Forrester Research</a> <strong>sul corporate blogging, molte aziende avrebbero fallito nel tentativo di ottenere risultati dal blog aziendale</strong>. La ricerca è stata effettuata analizzando 90 corporate blog di aziende con un reddito annuo che va dai 20 milioni di dollari fino ai 5 miliardi<strong>,</strong> tra cui Autodesk, Adobe, Avaya, BMC Software, Cisco Systems, Fair Isaac, HP, IBM, Microsoft, Novell, Oracle, RSA Security, Socialtext, StackSafe, TIBCO Software, e Unica. Dall&#8217;analisi dei blog aziendali la Forrester Research è giunta alla conclusione che il <a href="http://www.isayblog.com/category/corporate-blog/">corporate blogging</a> nel 2007 ha subito una battuta di arresto. Il motivo di tale blocco molto probabilmente è da attribuire ad una scarsa comprensione delle potenzialità racchiuse in questo strumento di marketing e quindi ad una sua errata gestione.</p>
<p><span id="more-241"></span><br />
Quali sono gli ostacoli che impediscono alle aziende di sfruttare a pieno il proprio blog e di riuscere ad avere i risultati sperati? La risposta a questo quesito la si può trovare nel libro di <a href="http://www.debbieweil.com/" target="_blank">Debbie Weil</a>, <a href="http://www.amazon.com/dp/1591841259/?tag=smrtlnks-20" target="_blank">The Corporate Blogging Book: Absolutely Everything You Need to Know to Get It Right</a>, in cui l’autrice esamina dettagliatamente le varie problematiche che si presentano nella gestione di un blog aziendale e fornisce soluzioni interessanti al riguardo. Alcuni degli ostacoli menzionati nel libro sono “<strong>far digerire al capo dell’azienda l’idea di un corporate blog”,</strong> quindi vincerne le eventuali resistenze e la<strong> “stesura dei contenuti</strong>”. Il primo punto oramai sembra essere abbastanza superato dal momento che la maggior parte delle aziende ha capito l’importanza di avere un proprio blog, ma qualora si dovessero incontrare delle resistenze, potrebbe essere una buona idea far capire al capo che si ha intenzione di parlare dell’azienda seguendo comunque delle linee editoriali ben precise che lui stesso deciderà. È importante quindi <strong>stabilire a priori ciò di cui si può parlare e ciò che</strong> invece per ragioni o politiche interne<strong> va assolutamente evitato</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>gestione del contenuto</strong> l’autrice consiglia di abbandonare lo stile istituzionale tipico del comunicato stampa o della presentazione da conferenza e di <strong>rivolgersi ai propri lettori in maniera informale, diretta e soprattutto onesta. </strong>Altri aspetti da non sottovalutare che la Weil puntualizza, sono i requisiti che imprescindibilmente devono possedere le persone o la persona che scrive sul blog, quali la padronanza della materia e la dote di comunicare. Entrambi questi fattori costituiscono il mix perfetto affinché i post scritti catturino l’attenzione del lettore.</p>
<p>I lettori che approdano su un blog aziendale non hanno voglia di leggere pagine “istituzionali”, piene zeppe di grafici e di numeri, hanno voglia di conoscere il lato “intimo” dell’azienda, capirne la filosofia, la politica, tutto quello che non è facile trovare nei comunicati stampa tradizionali. <strong>Coinvolgere a livello emotivo è questo ciò a cui deve puntare un’azienda</strong> per stabilire un rapporto continuo, un legame forte con i propri clienti così come con le altre aziende. Per farlo deve avere il coraggio di mettersi in gioco, di parlare onestamente con i lettori e soprattutto <strong>imparare a gestire quelli che sono i feedback negativi, vedendoli nell’ottica di una crescita aziendale. </strong></p>
<p><strong>Il corporate blog serve ad accorciare le distanze tra cliente e azienda</strong>, fa capire meglio a quest&#8217;ultima cosa vogliono i suoi consumatori e attraverso il riscontro diretto le consente di correggere il tiro di eventuali errori in un modo più semplice e diretto. Cancellare il corporate blogging dalla lista degli strumenti di marketing solo perché non se ne conoscono le dinamiche non è la mossa giusta. Sforzarsi invece di avere un approccio aziendale meno istituzionale sembra essere la nuova strada del business.</p>
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		<title>Viral Marketing: un&#039;entusiasmante collaborazione di IsayBlog!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 12:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex Zarfati</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADV - Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[IsayBlog!]]></category>
		<category><![CDATA[Spot]]></category>
		<category><![CDATA[Viral Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna IsayBlog!]]></category>
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		<category><![CDATA[jeep cherokee]]></category>
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		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[xister]]></category>

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		<description><![CDATA[La home page del blog hoperosleo Quando Xister, l’agenzia che ha seguito la campagna di viral marketing &#8220;Ho perso Leo&#8221; per il lancio del nuovo Jeep Cherokee, ha chiesto la nostra collaborazione, ci siamo entusiasmati. Contribuire alla gestione del Blog di una campagna nazionale, promossa da un&#8217;azienda di grandi dimensioni e prestigiosa come la famosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></br><br /></br></p>
<div align="center"><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/hpl.jpg" /></strong></div>
<div align="center"><small>La home page del blog hoperosleo</small></div>
<p></br><br /></br></p>
<div align="justify">Quando Xister, l’agenzia che ha seguito la campagna di viral marketing &#8220;Ho perso Leo&#8221; per il lancio del nuovo <a href="http://jeepcherokee.it/">Jeep Cherokee</a>, ha chiesto la nostra collaborazione, ci siamo entusiasmati. Contribuire alla gestione del Blog di una campagna nazionale, promossa da un&#8217;azienda di grandi dimensioni e prestigiosa come la famosa azienda automobilistica, è una delle prime sfide raccolte dallo staff di IsayBlog!</p>
<p>Siamo stati piacevolmente &#8220;costretti&#8221; ad ore di briefing appassionato presso la loro sede, per cercare di essere all&#8217;altezza della situazione. A <a href="http://www.xister.com/xi2/index.php">Xister</a> quindi, spetta il merito di aver individuato l&#8217;importanza dei nuovi strumenti strategici del Web 2.0, dandoci la possibilità di mostrare tutto il &#8220;potenziale sociale&#8221; della rete e delle nostre capacità nel generare interesse. Una intensa collaborazione dunque, che ha portato all’indiscutibile successo di questa campagna.</div>
<p></p>
<div align="justify">L&#8217;intento dell&#8217;iniziativa <strong>&#8220;Ho perso Leo&#8221;</strong> è stato quello di creare interesse, attesa e curiosità da parte di un target ampio, nei confronti di una storia &#8220;graffiante&#8221; come quella relativa allo <a href="http://hopersoleo.wordpress.com">smarrimento di un leopardo</a> per le strade italiane. La storia è stata raccontata sul blog e attraverso foto e <a href="http://www.youtube.com/hopersoleo11">video</a> che man mano sono stati pubblicati sui più noti servizi di foto e video-sharing. </div>
<p></br></p>
<div align="justify">Lo studio del nostro gruppo e la collaborazione di tutti i nostri blogger, impegnati nel segnalare l&#8217;iniziativa e supportarla costantemente, hanno contribuito a far decollare velocemente l&#8217;attenzione su internet, facendo ottenere al Blog (<a href="www.hopersoleo.wordpress.com">www.hopersoleo.wordpress.com</a>) risultati strabilianti, ancor prima che centinaia di migliaia di locandine, fossero distribuite in diverse città italiane.</p>
<p>Un gioco di squadra che ha fatto registrare <strong>picchi di oltre 17.000 pagine viste al giorno, ottenuto citazioni su principali quotidiani nazionali e un paio di passaggi su TG nazionali.</strong></div>
<p><span id="more-103"></span></p>
<div align="justify">Conoscevamo la blogosfera a sufficienza per sapere che vincere la diffidenza di migliaia di utenti sarebbe stato difficile, ma abbiamo pensato che anche lo scetticismo di alcuni avrebbe potuto giocare a nostro favore: siamo infatti riusciti a &#8220;stuzzicare&#8221; i pezzi da 90 dell&#8217;informazione sul web come il <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_02/leopardo_scomparso_3052f92e-184f-11dd-89d5-00144f02aabc.shtml">Corriere.it</a>, <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/leopardo-smarrito/1.html">Repubblica.it</a>, <a href="http://qn.quotidiano.net/2008/05/02/85180-aiutatemi_ritrovare.shtml">Quotidiano.net</a>, <a href="http://attivissimo.blogspot.com/2008/05/antibufala-cercasi-leopardo-smarrito.html">Paolo Attivissimo</a> (il celebre giornalista informatico cacciatore di bufale), e tantissimi altri.</div>
<p> Sono state messe in campo tutte le forze di cui dispongono gli utenti che frequentano internet regolarmente, <a href="www.flickr.com/photos/25471812@N06/">la pagina di Flickr</a>, <a href="http://it.facebook.com/people/Leo_Leopardo/1225005564">la pagina di Facebook</a>, <a href="http://www.myspace.com/hopersoleo">la pagina di Myspace</a>, <a href="http://www.hopersoleo.com/map/">la GoogleMap con gli avvistamenti di Leo.</a><br />
<br /></br></p>
<div align="center"><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/corr.jpg" /></strong></div>
<div align="center"><small>&#8220;Ho perso Leo&#8221; sul sito de Il Corriere della Sera</small></div>
<p></br><br /></br></p>
<div align="center"><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/rep.jpg" /></strong></div>
<div align="center"><small>&#8220;Ho perso Leo&#8221; sul sito di Repubblica</small></div>
<p></br><br /></br></p>
<div align="justify">
Come pianificato da Xister, sono state messe in campo tutte le forze di cui dispongono gli utenti che frequentano internet regolarmente, la pagina di <em>Flickr</em>, la pagina di <em>Facebook</em>, la pagina di <em>Myspace</em>, <em>GoogleMap</em> con gli avvistamenti di Leo.<br />
L&#8217;utilizzo già citato dei filmati, diffusi sui principali aggregatori di <em>video-sharing</em> come <em>Youtube</em> e <em>Metacafe</em> e <em>Dailymotion</em>, ha permesso di diffondere i contenuti con maggiore velocità.  Codici di embed sono stati inseriti in decine di Blog personali, facendo rimbalzare la notizia in maniera incontrollata. Quando l&#8217;interesse delle principali emittenti televisive è arrivato, sapevamo di avere colto il segno. Il 2 Maggio arriva una segnalazione molto attesa: <strong>nell&#8217;edizione delle 12.30 del TG di Italia Uno <em>Studio Aperto</em>, è stata segnalata <em>la scomparsa di leo</em> in un <a href="mms://mediaset.wmod.llnwd.net/a2695/e1/studioaperto/2008/05/020508_5g.wmv">servizio dedicato</a>.</strong> Immediato il conseguente riversamento di utenti sul Blog creato per l&#8217;occasione, assetati di informazioni.</div>
<p></br></p>
<div align="center"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/swx6-wprylw&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/swx6-wprylw&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></div>
<p></br></p>
<div align="center"><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/sap.jpg" /></div>
<div align="center"><small>L&#8217;iniziativa su &#8220;Studio Aperto&#8221;</small></div>
<p></br></p>
<div align="justify">La campagna di <em>viral marketing</em> si è conclusa dopo 3 settimane. <strong> Ringraziamo <a href="http://www.xister.com/xi2/index.php"><strong>Xister</strong></a> per la possibilità che ci ha offerto nel dare il nostro contributo. Vincere i sospetti della comunità di internauti (perfettamente avvezzi a queste iniziative) è stata una sfida che abbiamo raccolto con piacere.</strong></div>
<p></p>
<div align="justify">E noi ringraziamo tutti (impossibile citarli tutti), sia quelli che ci hanno creduto, sia gli scettici della prima ora. E un grazie particolare a tutti quelli che, pur immaginando qualcosa, si sono fatti contaminare da un&#8217;idea che aveva del surreale e del fantastico e si sono divertiti a giocare con Leo. La prossima volta sarà più dura, possiamo giurarci. <strong>Ma noi ci appassioneremo a trovare nuove strade di contaminazione creativa nel terreno che separa il lato social, da quello del marketing. E&#8217; il nostro lavoro.</strong></div>
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