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	<title>iSayBlog News &#187; investimenti</title>
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		<title>L&#039;advertising online cresce in Europa, Italia fanalino di coda</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 08:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camillo Miller</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[IAB Europe]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[online advertising]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità online]]></category>
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		<description><![CDATA[IAB Europe ha pubblicato i dati relativi alla spesa pubblicitaria online per il 2007. I dati sono molto buoni e l&#8217;evidente crescita raggiunge livelli che non sono eguagliati da nessun altro mezzo di comunicazione tradizionale. Anche il distacco fra Stati Uniti ed Europa si accorcia, con alcuni paesi del vecchio continente che superano addirittura gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"> <strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/06/invonlineiab1.jpg" alt="invonlineiab1.jpg" /></strong></div>
<p align="justify">IAB Europe <a href="http://www.iabeurope.ws/">ha pubblicato</a> <strong>i dati relativi alla spesa pubblicitaria online per il 2007</strong>. I dati sono molto buoni e <strong>l&#8217;evidente crescita</strong> raggiunge livelli che non sono eguagliati da nessun altro mezzo di comunicazione tradizionale. Anche il distacco fra Stati Uniti ed Europa si accorcia, con <strong>alcuni paesi del vecchio continente che superano addirittura gli U.S.A per investimento pro capite</strong>. Ma se nel complesso i dati sono positivi,<strong> in Italia tira tutta un&#8217;altra aria</strong> e la crescita non si vede.</p>
<p><span id="more-120"></span></p>
<p align="justify">Il nostro paese si piazza in <strong>quartultima posizione</strong> per quanto riguarda la percentuale generica di investimenti pubblicitari su internet da parte delle aziende, con un misero <strong>6,7% della spesa pubblicitaria totale</strong>. Peggio di noi solamente Austria, Spagna (un dato che sorprende, vista la vivacità tecnologica del paese iberico negli ultimi anni)  e Grecia.</p>
<p align="justify">L&#8217;Italia si merita (si fa per dire) <strong>l&#8217;ultima posizione</strong> per quanto riguarda la spesa pubblicitaria pro capite, con un misero investimento di 36,9€ per utente internet, a fronte di una media europea che si attesta su un valore ben più alto: 80,6€.</p>
<div align="center"><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/06/invonlineiab2.jpg" alt="invonlineiab2.jpg" /></strong></div>
<p align="justify">Il quadro che emerge dalle rilevazioni di IAB Europe è tutt&#8217;altro che roseo, e può essere dovuto ad <strong>un insieme di fattori concomitanti e di varia natura</strong>.  Sicuramente contano le difficoltà degli operatori del settore che si trovano ad operare in un paese tecnologicamente conservatore, in cui <strong>le aziende preferiscono affidarsi a sistemi consolidati</strong> e si fidano poco delle nuove frontiere (che ormai tanto nuove non dovrebbero più essere) dell&#8217;online advertising, abituati ad affidarsi a sistemi pubblicitari in cui la quantificazione del ritorno sull&#8217;investimento è forse più immediata e tendenzialmente lineare.</p>
<p align="justify">Se volessimo guardare ancora oltre <strong>potremmo prendere  in considerazione la natura stessa del tessuto industriale italiano</strong>, intrico di piccole e medie imprese, spesso condotte con concezione <em>familistica</em> e mentalità eccessivamente privatistica, in cui la ricerca e più in generale la spinta verso le nuove tecnologie rischiano spesso di avere un ruolo marginale e subordinato. Ma non andiamo oltre per evitare di incorrere in eccessive generalizzazioni e rimaniamo invece nel seminato.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Una delle ragioni più lampanti del gap (suggerita anche da Nereo in <a href="http://www.totale.it/leuropa-e-terra-di-advertising-online-mentre-in-italia-260.html">questo post</a>) che separa l&#8217;Italia dal resto d&#8217;Europa nel settore dell&#8217;online advertising è invece lo <strong>scollamento</strong> sensibile  fra internet e gli altri mezzi di comunicazione, <strong>TV in primis</strong>, che spesso sono portatori di pregiudizi verso internet anziché veicolo di conoscenza e crescita della &#8220;coscienza mediatica&#8221;, se mi passate l&#8217;espressione.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Pregiudizi che poi si tramutano in (o si assommano, o, ancora peggio, fomentano) <strong>un digital divide ben più grave e più subdolo, che colpisce anche chi è già online</strong>, come fa notare Layla Pavone in <a href="http://laylapavone.blogspot.com/">questo interessante post</a> peraltro precedente alla pubblicazione dei dati di IAB Europe:<br />
<em><br />
</em></p>
<blockquote>
<p align="justify"><em> Mi sono resa conto che il digital divide esiste ancora ed è fortissimo. Ma la cosa più preoccupante è che il digital divide non esiste solo tra chi è online e chi non lo è.</em><br />
<em> Esiste anche e, paradossalmente, soprattutto nelle persone che usano internet già da qualche anno ma ancora non ne hanno compreso appieno le potenzialità. Timori, luoghi comuni, pregiudizi, iatture su quella che viene ritenuta assurdamente la malvagità della rete sono ancora un ostacolo, nonostante vi sia un proliferare di iniziative che tendono a rendere la rete un ambiente o piu&#8217; prosaicamente un media &#8220;comprensibile&#8221;, alla portata di tutti e di tutti.</em></p></blockquote>
<p align="justify"><strong>La situazione non è buona</strong>, per dirla con Celentano, e gli addetti ai lavori possono fare poco senza l&#8217;aiuto degli altri media. Come se non bastasse, spesso si trovano a dover fare i conti con il conservatorismo dei loro stessi colleghi che preferiscono puntare sulla facilità di soluzioni basate sull&#8217;advertising tradizionale. Insomma, per concludere con un&#8217;altra citazione, stavolta dal gusto involontariamente anticapitalista: <strong>che fare?</strong></p>
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		<title>Isayblog! presenta FinanzaLive</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 13:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>B.Raccah</dc:creator>
				<category><![CDATA[FinanzaLive]]></category>
		<category><![CDATA[IsayBlog!]]></category>
		<category><![CDATA[carte di credito]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;agorà virtuale dove si rincorrono le ultime notizie di finanza internazionale, dove raccogliere consigli per i vostri investimenti e dove informarsi sugli strumenti finanziari ed i servizi bancari: questo è FinanzaLive. Uno staff preparato sarà a vostra disposizione per risolvere dubbi e spiegare la finanza con parole semplici e chiari esempi. Perchè la finanza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><img src='http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/450-79-finanza.png' alt='450-79-finanza.png' /></div>
<div align="justify">Un&#8217;agorà virtuale dove si rincorrono le ultime notizie di finanza internazionale, dove raccogliere consigli per i vostri investimenti e dove informarsi sugli strumenti finanziari ed i servizi bancari: questo è <a href="http://www.finanzalive.com/">FinanzaLive</a>. Uno staff preparato sarà a vostra disposizione per risolvere dubbi e spiegare la finanza con parole semplici e chiari esempi. Perchè la finanza e l&#8217;economia ormai fanno parte della vita di tutti ed è giusto che ognuno di noi abbia una idea precisa di quali sono le regole che le comandano.</div>
<p></p>
<div align="justify"><strong>FinanzaLive</strong> non si occupa soltanto di investimenti riservati a trader professionisti ma <strong>si rivolge a chiunque sia in cerca di risposte ed analisi obiettive</strong>. Soprattutto nel campo della finanza personale la forte concorrenza tra gli <a href="http://www.finanzalive.com/category/servizi-bancari/">istituti finanziari</a> ha fatto sì che si moltiplicassero le offerte in questo campo e il consumatore rischia di trovarsi &#8220;sballottato&#8221; tra uno spot pubblicitario ingannevole ed una banca che punta soprattutto a fare i suoi interessi. Carte di credito, <a href="http://www.finanzalive.com/notizie/mutui-cosa-offrono-le-banche-straniere-in-italia1-barclays-e-deutsche-bank/">mutui</a> e conti correnti, la scelta è talmente varia che ognuno può trovare quello che fa al suo caso, ma ha spesso bisogno di una mano nel comprendere quali costi, quali rischi e quali opportunità lo attendono. FinanzaLive si propone appunto di aiutarvi in questo, con occhio disincantato e chiarificatore.</div>
<p><span id="more-109"></span><br />
<!--adman--></p>
<div align="center"><img src='http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/fufi.jpg' alt='fufi.jpg' /></div>
<p></p>
<div align="justify">Per ottenere guadagni e fare le giuste scommesse nel trading serve inoltre una conoscenza delle variabili economiche che influenzano i mercati e FinanzaLive le seguirà e le spiegherà per voi così come farà con le performance dei titoli delle aziende quotate in Borsa per prevedere e comprendere.</div>
<p></p>
<div align="justify">Un occhio particolare sarà riservato all&#8217;<a href="http://www.finanzalive.com/category/borsa-italiana/">Italia</a> ovviamente, ma ormai non è più possibile sottovalutare l&#8217;importanza dei <a href="http://www.finanzalive.com/category/mercati-emergenti/">mercati esteri</a>, anche quelli più lontani e meno conosciuti, e FinanzaLive si occupa di mostrarvi anche queste realtà, questi paesi emergenti così ansiosi di lasciare la loro impronta nelle ampie vie della finanza internazionale.</div>
<div align="center"><img src='http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/finanza-2.jpg' alt='finanza-2.jpg' /></div>
<p></p>
<div align="justify">Vi aspettiamo, come aspettiamo i vostri consigli e le vostre domande che saranno da stimolo per il nostro staff, per approfondire sempre di più gli argomenti trattati e risolvere le perplessità più o meno comuni su questo mondo così complicato ma anche affascinante.</div>
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		<title>Investimenti pubblicitari: webmarketing in crescita</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 08:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camillo Miller</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[corporate]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[nielsen media]]></category>

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		<description><![CDATA[Nielsen Media Research ha pubblicato in un report (link a fine post) le cifre degli investimenti pubblicitari di Gennaio-Febbraio 2008. Salta subito all&#8217;occhio un dato positivo: rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso Nielsen riporta una notevole crescita degli investimenti nel settore dell&#8217;internet advertising. Il report delinea una crescita generale degli investimenti pubblicitari su base annuale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"> <strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/nielsendatipubb.png" alt="nielsendatipubb.png" /></strong></div>
<p align="justify"><strong>Nielsen Media Research</strong> ha pubblicato <strong>in un report </strong><em>(</em><em>link a fine post)</em> le cifre degli investimenti pubblicitari di Gennaio-Febbraio 2008.  Salta subito all&#8217;occhio un dato positivo: rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso Nielsen riporta una <strong>notevole crescita degli investimenti nel settore dell&#8217;internet advertising</strong>.<span id="more-85"></span></p>
<p align="justify">Il report delinea una crescita generale degli investimenti pubblicitari su base annuale, che registrano un  <strong>+5,8% totale</strong>. I media tradizionali vanno ancora forte ma le aziende mostrano sempre più interesse per l&#8217;advertising via internet. Gli investimenti su questo settore sono infatti saliti del <strong>34,5 %</strong>.</p>
<p align="justify">Anche se questi numeri non lasciano trasparire ulteriori specificazioni sulle tipologia di advertising che le aziende hanno scelto per rafforzare la propria presenza su internet,  il  dato è <strong>certamente positivo per gli addetti ai lavori</strong>. Anche chi si occupa di Corporate Blogging non può che vedere di buon occhio la maggiore consapevolezza con cui le aziende investono on-line. Ci sarà  certamente modo di discutere di questo incoraggiante risultato al prossimo <a href="http://www.isayblog.com/isayblog/iab-forum-roma-7-maggio-2008/">Forum IAB</a> che si terrà il 7 maggio a Roma.</p>
<p align="justify">Le cinque aziende che hanno investito di più nel periodo gennaio-febbraio sono Ferrero, Wind, Volkswagen, Vodafone e Procter&amp;Gamble, che hanno speso in totale 124,5 milioni di euro.</p>
<p align="justify"> <a href="http://iab.blogosfere.it/images/investimenti%20pubblicitari%20a%20febbraio%202008.pdf">Da qui potete scaricare il report in PDF</a>. (<em>download diretto da IAB</em>)</p>
<p>[via <a href="http://iab.blogosfere.it/2008/04/gli-investimenti-pubblicitari-di-febbraio-2008-di-nielsen-media-research.html">IAB</a>]</p>
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