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	<title>iSayBlog News &#187; Corporate Blog</title>
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		<title>L&#8217;istruzione corre per la rete: L&#8217;istituto tecnico Europa Unita e IsayBlog!</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 09:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione IsayBlog!</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi Progetti]]></category>
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		<description><![CDATA[L’ Istituto Tecnico Agrario Paritario “EUROPA UNITA”, è una struttura all&#8217;avanguardia, nata alla fine degli anni ’70 dall’idea del suo fondatore, il dott. Luigi Ciancaleoni. A tutt&#8217;oggi, l’unico Istituto Tecnico Agrario paritario del centro Italia, è figlio della visione coraggiosa del suo fondatore, ed è una struttura arricchita da condizioni uniche. L&#8217;esigenza di stabilire un &#8220;ponte&#8221; con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-929" title="Europa Unita 1" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/Europa-Unita-1.jpg" alt="" width="500" height="256" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’ <a href="http://www.itaeuropaunita.com/">Istituto Tecnico Agrario Paritario “EUROPA UNITA”</a>, è una struttura all&#8217;avanguardia, nata alla fine degli anni ’70 dall’idea del suo fondatore, il dott. <strong>Luigi Ciancaleoni</strong>. A tutt&#8217;oggi, l’unico <em>Istituto Tecnico Agrario paritario</em> del centro Italia, è figlio della visione coraggiosa del suo fondatore, ed è una struttura arricchita da condizioni uniche.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esigenza di stabilire un &#8220;ponte&#8221; con i propri studenti e le loro famiglie, insieme alla divulgazione dei programmi didattici e presentare le condizioni veramente uniche della scuola è stata sintetizzata nella realizzazione di un sito internet dalle caratteristiche piuttosto interessanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-930" title="Europa Unita 2" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/ZZ1FA6AE9B.jpg" alt="" width="500" height="104" /></p>
<p style="text-align: justify;">Particolare rilievo è stato dato ad informazioni dettagliate sulla struttura: il fiore all’occhiello del complesso è il “<a href="http://www.itaeuropaunita.com/istituto/il-mini-parco">Mini Parco Didattico</a>”, un percorso in cui gli studenti possono formarsi sul campo, entrando in contatto con diverse tipologie di animali esotici, allevati nel rispetto del loro habitat e della loro integrità. L’istituto inoltre nella proprietà comprende l’azienda vitivinicola di 15 ettari, che offre ai giovani alunni l’opportunità di svolgere esercitazioni pratiche nei vigneti e nelle cantine.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-928"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso di visita è arricchito da numerose foto che descrivono al meglio gli ambienti della scuola. Le numerose sezioni del sito sono accessibili tramite banner o sottomenu interni: <strong>orari e ricevimenti, il corpo docente, la professione di Perito Agrario, il centro studi e le ultime news.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ee; text-decoration: underline;"><img class="alignleft size-full wp-image-934" title="Europa Unita SMS" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/sms11.jpg" alt="" width="180" height="317" /></span>Particolarmente interessante è stata la creazione di un servizio ad hoc per l&#8217;Istituto: <a href="http://www.itaeuropaunita.com/urp/diario-di-classe-servizio-sms">tramite un sms</a>, inviato dalla Segreteria Didattica interna,  alle famiglie di ogni ragazzo, è possibile &#8211; in tempo reale &#8211; essere a conoscenza delle assenze giornaliere, ritardi ed eventuali problemi didattici riscontrati. Grazie al sevizio SMS, sarà possibile ricavare lo storico di ogni alunno e richiedere uno stampato con maggiori dettagli sulla situazione didattica e disciplinare del proprio figlio/a.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ <a href="http://www.itaeuropaunita.com/">Istituto Tecnico Agrario Paritario “EUROPA UNITA”</a>, ha trovato in <a href="http://www.isayblog.com">IsayBlog!</a> un partner in grado di coniugare al meglio le esigenze di mostrarsi come una struttura professionale senza in una veste grafica fresca, adatta ad un utenza mista come quella formata dall&#8217;incrocio delle esperienze tra le famiglie, i ragazzi e il corpo docente.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>MF Abiti da lavoro, un e-commerce insolito ideato dallo staff di IsayBlog!</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 18:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione IsayBlog!</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Google Advertising Professional]]></category>
		<category><![CDATA[MF abiti da lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[MF è un azienda che si occupa di realizzazione, distribuzione e vendita di abiti, divise e camici da lavoro per clienti diretti, comunità, strutture pubbliche e private. E&#8217; un marchio piuttosto conosciuto nel settore, che esprime una professionalità nata dalla voglia di emergere e dal non arrendersi: la sua storia è legata alla terribile alluvione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/MF-Abiti-da-lavoro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-920" title="MF Abiti da lavoro" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/MF-Abiti-da-lavoro.jpg" alt="" width="500" height="396" /></a></p>
<p><a href="http://mfabitidalavoro.com/"><strong>MF</strong></a> è un azienda che si occupa di realizzazione, distribuzione e vendita di abiti, divise e camici da lavoro per clienti diretti, comunità, strutture pubbliche e private. E&#8217; un marchio piuttosto conosciuto nel settore, che esprime una professionalità nata dalla voglia di emergere e dal non arrendersi: <strong>la sua storia è legata alla terribile alluvione di Genova dell’ <em>8 Ottobre del 1970,</em></strong> che sembrava aver spazzato via i sogni di una vita.</p>
<p>Con abnegazione e spirito di sacrificio i proprietari hanno prima ricostruito lo storico negozio nel capoluogo ligure e poi sono sbarcati a Roma, aprendo altri due punti vendita. La sfida, però, non si è fermata, come la loro passione, che li ha fatti approdare nel web. Il patron di <strong>MF</strong> si è rivolto ad <a href="www.isayblog.com">IsayBlog!</a>, il cui impegno si è riversato nella creazione del sito Internet che desse un&#8217;identità al marchio e alla costruzione del relativo e-commerce aziendale.</p>
<p><span id="more-915"></span></p>
<p>Il nostro staff è partito dalla creazione di un immagine coordinata che comprendesse il logo &#8211; un’immagine rettangolare divisa in due quadrati marrone e verde &#8211; idea di equilibrio e razionalità, ingredienti fondamentali nella filosofia di <strong>Leo Terracina</strong>, il nostro committente. Gli sforzi dei grafici e dei programmatori si sono concentrati nel creare un percorso di navigazione accessibile anche a chi ha poca dimestichezza con internet, privilegiando spazi ampi, e un uso razionale degli elementi. I competitor in questo campo presentano dei siti piuttosto obsoleti nella sua forma estetica e nelle relative funzionalità. <strong>Si voleva accogliere l&#8217;utente comunicando innovazione, ma anche affidabilità e vicinanza con le esigenze del cliente.</strong></p>
<p>Per chi deve maturare un acquisto su internet, <strong>la fiducia che deve comunicare d&#8217;impatto la pagina visitata è tutto</strong>: per questo abbiamo previsto <a href="http://mfabitidalavoro.com/">grandi banner con le indicazioni di pagamento</a>, schede prodotto molto dettagliate e la possibilità di visualizzare ad una prima occhiata il contatto telefonico e la mail. Con l&#8217;obiettivo di rassicurare l&#8217;utente ponendogli davanti un&#8217;azienda pronta a rispondere alle proprie necessità in ogni momento e <a href="http://mfabitidalavoro.com/chi-siamo/">fatta di persone vere</a>. Completano il sito le pagine con i dettagli dei negozi e la storia del gruppo, news indispensabili per dare un volto umano a tanta tecnologia.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-926" title="MF - Servizio clienti" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/ZZ54ABAF77.jpg" alt="MF - Servizio clienti" width="500" height="462" /></p>
<p>Per il lancio e per i primi mesi di lavoro di <strong>MF</strong>, <a href="www.isayblog.com">IsayBlog!</a> ha svolto un duro lavoro per effettuare al meglio la campagna Google AdWords, atta a raccogliere e attirare un target esteso, bilanciando al meglio keyword performanti con una spesa il più possibile ragionevole. Il nostro staff, forte della partnership con Google (come <strong>Google Advertising Professional</strong>) ha effettuato uno studio costante delle parole più cercate dagli internauti. Completano il lavoro la gestione di un database di mail che potrà essere utilizzato in futuro per campagne promozionali e newsletter informative.</p>
<p>Se &#8220;q<em>ualità dei materiali, attenzione al dettaglio e merce in pronta consegna</em>&#8221; sono i concetti che meglio sottolineano lo stile <a href="http://mfabitidalavoro.com"><strong>MF</strong></a>, il team creativo di <em><strong>IsayBlog!</strong></em> ha fatto del suo meglio per restituire al cliente la stessa efficienza.</p>
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		<title>IsayBlog! lancia TuttoKosher, un innovativo e-commerce di prodotti alimentari di nicchia</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 17:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione IsayBlog!</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADV - Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
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		<category><![CDATA[vendita online]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è la prima volta che lo staff di IsayBlog! si impegna nella realizzazione di un sito di e-commerce. Occuparsi della vendita di prodotti alimentari, però è sempre una sfida delicata. E tra l&#8217;altro parliamo di alimentazione Kosher (o Kasher), quella tipica della tradizione ebraica. Per il lancio di questo nuovo sito Internet in cui fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.gingerandtomato.com/wp-content/uploads/2010/03/TK1.jpg"><img class="aligncenter" title="Tutto Kosher" src="http://www.gingerandtomato.com/wp-content/uploads/2010/03/TK1.jpg" alt="" width="500" height="302" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che lo staff di <strong>IsayBlog!</strong> si impegna nella realizzazione di un sito di e-commerce. Occuparsi della vendita di prodotti alimentari, però è sempre una sfida delicata. E tra l&#8217;altro parliamo di <a href="http://www.gingerandtomato.com/ricette-carne/cucina-kasher-kosher-regole-alimentari-ebraiche/">alimentazione Kosher</a> (o Kasher), quella tipica della <a href="http://www.gingerandtomato.com/category/cucina-ebraica-kosher/">tradizione ebraica</a>. Per il lancio di questo nuovo sito Internet in cui fosse possibile acquistare i <a href="http://www.tuttokosher.com/">prodotti kosher online</a> <strong>abbiamo dovuto lavorare in stretto contatto con gli ideatori e gli investitori dell&#8217;intero progetto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="Tuttokosher.com">Kosher</a> in ebraico significa “adatto” e si riferisce a tutti i cibi consentiti dall&#8217;ebraismo. Ma gli alimenti della tradizione ebraica non sono rivolti ai soli ebrei. L&#8217;uso del <a href="http://www.tuttokosher.com/prodotti/matzot/">pane azzimo</a>, per esempio, è molto diffuso in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per lo stile grafico di questo <a href="http://www.tuttokosher.com">Tuttokosher</a>, si è scelto un tema con elementi vintage, ispirato ai vecchi manifesti delle aziende alimentari americane come la <em>Kellogg&#8217;s</em>. Tonalità pastello e texture sbiadite, per dare un tocco di eleganza retrò e le pose tipiche delle pettinatissime casalinghe dei &#8216;<em>fifties</em>. Anche nella pubblicità off-line, si è seguito lo stesso stile, con furgone e computer vecchio stile. La sfida per la realizzazione di un programma gestionale efficiente, in grado di restituire la posizione reale di centinaia di prodotti presenti nel listino, è stata molto dura, <strong>soprattutto perché la vendita di prodotti di questo tipo si concentra tipicamente in particolari momenti dell&#8217;anno e in particolari fasce orarie.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-903"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-904" title="ADV TK" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/photo.jpeg" alt="" width="495" height="700" /></p>
<p style="text-align: justify;">Alcune esigenze sono state davvero singolari: durante il Sabato (il giorno dello <em>Shabbat</em>, dedicato al riposo) e in altri momenti dell&#8217;anno, <strong>non è possibile elaborare gli ordini e le relative consegne, in quanto le norme religiose ebraiche proibiscono categoricamente il lavoro manuale e gestionale.</strong> Hanno completato il lavoro svolto per il committente <a href="http://www.facebook.com/pages/TuttoKosher/339642239277">una pagina Facebook</a>, una campagna pubblicitaria con flyer per il lancio del pane azzimo ad un prezzo di costo e <strong>la creazione di tutto il lato backoffice per la gestione del database dei clienti e per l&#8217;invio di newsletter promozionali.</strong> Inoltre si è provveduto a realizzare una serie di ricette a tema che utilizzano i prodotti in vendita nel sito, e una serie di informative sulle norme alimentari ebraiche da scaricare.</p>
<p style="text-align: justify;">Su <a href="http://www.tuttokosher.com">Tuttokosher</a>, gli utenti avranno la possibilità di comprare i <a href="http://www.tuttokosher.com/prodotti/kosher-le-pesach/">prodotti tipici delle feste</a> e una vasta gamma di vivande israeliane ed italiane. Un fiore all’occhiello del sito è sicuramente l&#8217;ampia scelta di <a href="http://www.tuttokosher.com/prodotti/vini/">vini kosher</a>, con etichette italiane ma anche francesi, israeliane e americane. E una selezione interessante di <a href="http://www.tuttokosher.com/prodotti/formaggi/">formaggi kosher</a> degna della migliore tradizione italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Il corporate blogging, uno strumento di marketing ancora da scoprire</title>
		<link>http://isayblog.com/blog/corporate-blog/il-corporate-blogging-uno-strumento-di-marketing-ancora-da-scoprire/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 07:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[debbie weil]]></category>
		<category><![CDATA[forrester research]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[the corporate blogging book]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi due anni le aziende hanno salutato con grande esultanza l’avvento del corporate blogging, di questo nuovo strumento di marketing in grado di diffondere il brand e la filosofia aziendale in modo rapido, friendly e diretto. Stando, però, alle ultime indagini, sembra che per la maggior parte di esse sia davvero difficile centrare l’obiettivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-242"  title="blog-copia" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/blog-copia.jpg" alt="" width="200" height="200" /></strong> Negli ultimi due anni le aziende hanno salutato con grande esultanza l’avvento del <a href="http://www.isayblog.com/category/corporate-blog/" target="_blank">corporate blogging</a>, di questo <strong>nuovo strumento di marketing</strong> in grado di diffondere il brand e la filosofia aziendale in modo rapido, friendly e diretto. Stando, però, alle ultime indagini, sembra che per la maggior parte di esse sia davvero difficile centrare l’obiettivo e riuscire ad ottenere dei risultati concreti attraverso il<strong> blog aziendale.</strong></p>
<p><strong>Secondo uno studio condotto dalla</strong> <a href="http://www.forrester.com/Research/Document/Excerpt/0,7211,44368,00.html" target="_blank">Forrester Research</a> <strong>sul corporate blogging, molte aziende avrebbero fallito nel tentativo di ottenere risultati dal blog aziendale</strong>. La ricerca è stata effettuata analizzando 90 corporate blog di aziende con un reddito annuo che va dai 20 milioni di dollari fino ai 5 miliardi<strong>,</strong> tra cui Autodesk, Adobe, Avaya, BMC Software, Cisco Systems, Fair Isaac, HP, IBM, Microsoft, Novell, Oracle, RSA Security, Socialtext, StackSafe, TIBCO Software, e Unica. Dall&#8217;analisi dei blog aziendali la Forrester Research è giunta alla conclusione che il <a href="http://www.isayblog.com/category/corporate-blog/">corporate blogging</a> nel 2007 ha subito una battuta di arresto. Il motivo di tale blocco molto probabilmente è da attribuire ad una scarsa comprensione delle potenzialità racchiuse in questo strumento di marketing e quindi ad una sua errata gestione.</p>
<p><span id="more-241"></span><br />
Quali sono gli ostacoli che impediscono alle aziende di sfruttare a pieno il proprio blog e di riuscere ad avere i risultati sperati? La risposta a questo quesito la si può trovare nel libro di <a href="http://www.debbieweil.com/" target="_blank">Debbie Weil</a>, <a href="http://www.amazon.com/dp/1591841259/?tag=smrtlnks-20" target="_blank">The Corporate Blogging Book: Absolutely Everything You Need to Know to Get It Right</a>, in cui l’autrice esamina dettagliatamente le varie problematiche che si presentano nella gestione di un blog aziendale e fornisce soluzioni interessanti al riguardo. Alcuni degli ostacoli menzionati nel libro sono “<strong>far digerire al capo dell’azienda l’idea di un corporate blog”,</strong> quindi vincerne le eventuali resistenze e la<strong> “stesura dei contenuti</strong>”. Il primo punto oramai sembra essere abbastanza superato dal momento che la maggior parte delle aziende ha capito l’importanza di avere un proprio blog, ma qualora si dovessero incontrare delle resistenze, potrebbe essere una buona idea far capire al capo che si ha intenzione di parlare dell’azienda seguendo comunque delle linee editoriali ben precise che lui stesso deciderà. È importante quindi <strong>stabilire a priori ciò di cui si può parlare e ciò che</strong> invece per ragioni o politiche interne<strong> va assolutamente evitato</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>gestione del contenuto</strong> l’autrice consiglia di abbandonare lo stile istituzionale tipico del comunicato stampa o della presentazione da conferenza e di <strong>rivolgersi ai propri lettori in maniera informale, diretta e soprattutto onesta. </strong>Altri aspetti da non sottovalutare che la Weil puntualizza, sono i requisiti che imprescindibilmente devono possedere le persone o la persona che scrive sul blog, quali la padronanza della materia e la dote di comunicare. Entrambi questi fattori costituiscono il mix perfetto affinché i post scritti catturino l’attenzione del lettore.</p>
<p>I lettori che approdano su un blog aziendale non hanno voglia di leggere pagine “istituzionali”, piene zeppe di grafici e di numeri, hanno voglia di conoscere il lato “intimo” dell’azienda, capirne la filosofia, la politica, tutto quello che non è facile trovare nei comunicati stampa tradizionali. <strong>Coinvolgere a livello emotivo è questo ciò a cui deve puntare un’azienda</strong> per stabilire un rapporto continuo, un legame forte con i propri clienti così come con le altre aziende. Per farlo deve avere il coraggio di mettersi in gioco, di parlare onestamente con i lettori e soprattutto <strong>imparare a gestire quelli che sono i feedback negativi, vedendoli nell’ottica di una crescita aziendale. </strong></p>
<p><strong>Il corporate blog serve ad accorciare le distanze tra cliente e azienda</strong>, fa capire meglio a quest&#8217;ultima cosa vogliono i suoi consumatori e attraverso il riscontro diretto le consente di correggere il tiro di eventuali errori in un modo più semplice e diretto. Cancellare il corporate blogging dalla lista degli strumenti di marketing solo perché non se ne conoscono le dinamiche non è la mossa giusta. Sforzarsi invece di avere un approccio aziendale meno istituzionale sembra essere la nuova strada del business.</p>
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		<title>IsayBlog! partecipa a &quot;Il nuovo potere dei consumatori sul web&quot;, organizzato da Digital PR</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 20:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Braha</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Come si comportano i consumatori prima di acquistare un prodotto? Perchè decidono di acquistarlo? Cosa pensano dopo averlo acquistato? E soprattutto, cosa dicono? A questi ed altri importanti quesiti si è provato a dare risposta oggi, nell&#8217;ambito dell&#8217;importante evento &#8220;Il nuovo potere dei consumatori sul web&#8221;, organizzato dalla Digital PR. All&#8217;evento hanno partecipato esponenti importanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/metaverse-logos.jpg" alt="metaverse-logos.jpg" /></strong></div>
<div>
<strong>Come si comportano i consumatori prima di acquistare un prodotto? Perchè decidono di acquistarlo? Cosa pensano dopo averlo acquistato? E soprattutto, cosa dicono?</strong></p>
<p>A questi ed altri importanti quesiti si è provato a dare risposta oggi, nell&#8217;ambito dell&#8217;importante evento <em><a href="http://www.digital-pr.it/pages/seminario_2.html">&#8220;Il nuovo potere dei consumatori sul web&#8221;</a></em>, organizzato dalla <em>Digital PR</em>. All&#8217;evento hanno partecipato esponenti importanti del mondo della rete e non, come <strong>Carlo Rossanigo</strong> (Direttore Relazioni Esterne e Corporate Marketing di Microsoft Italia), <strong>Luca Belloni</strong> (Amministratore Delegato di Millward Brown Delfo Italia), e <strong>Vincenzo Cosenza</strong> (Responsabile sede di Roma di <a href="http://www.digital-pr.it">Digital PR</a>), che hanno portato il loro contributo e condiviso la loro esperienza.</p>
<p><strong>Noi di <em>IsayBlog!</em> abbiamo avuto il piacere di essere presenti all&#8217;evento</strong>, di conoscere alcuni dei relatori presenti, e di apprezzare l&#8217;ottima organizzazione, la professionalità dei partecipanti e la qualità dei contenuti trattati.</div>
<p><span id="more-94"></span></p>
<div>Si è parlato di <strong>Blog, Corporate Blogging, forum, social network, consumer generated media (<em>user generated media</em>)</strong>, in funzione del ruolo e dell&#8217;influenza sui consumatori, provando a valutare quanto questi fenomeni siano importanti nell&#8217;approccio all&#8217;acquisto, e quanto il feedback, e specialmente il <em>buzz</em> dato in pasto alla rete, sia importante nello sviluppo di progetti in divenire delle grandi aziende.</p>
<p>Si è parlato di come il ruolo del <em>passaparola online</em> svolga un&#8217;importanza fondamentale, e lo studio di alcuni casi aziendali, tra i quali quelli di <em>Microsoft, Pirelli, Telecom Italia, L&#8217;Oréal</em>, ha fornito elementi utili per una riflessione dettagliata, e fornito nuove occasioni di indagine e controllo, per quanto possibile, del fenomeno.</div>
<div>In particolare <strong>la Digital PR</strong> ha presentato <strong>Vox Populi</strong>, uno strumento molto interessante e davvero innovativo per i responsabili marketing e relazioni esterne, composto da più servizi, che permette alle aziende di:</div>
<ul>
<li>monitorare sia le comunità italiane che quelle straniere</li>
<li>analizzare i prodotti e i servizi, comparandoli con i concorrenti</li>
<li>essere avvisate tramite <em>alert</em> quotidiani, e di ricevere report settimanali o mensili</li>
<li>analizzare la reputazione di un&#8217;azienda sul web</li>
<li>permettere un accesso all&#8217;azienda per leggere e valutare i messaggi rilevati</li>
<li>generare <em>on the fly</em> molteplici tipi di grafici</li>
</ul>
<div>Intervento di sicuro interesse è stato quello di <em>Carlo Rossanigo</em> di <em>Microsoft Italia</em>, che ha invece presentato l&#8217;esperienza di <strong><a href="http://www.mclips.it/">MClips</a></strong>, una piattaforma Blog interna dell&#8217;azienda Microsoft, che vuole essere il luogo dove gli utenti della Rete potranno stabilire un dialogo aperto con Microsoft e dove alcune persone di Microsoft Italia racconteranno i vari temi con cui si confrontano tutti i giorni (Carlo ci ha spiegato poi che il termine <em>Clip</em> è stato appositamente scelto per la rilevanza che l&#8217;elemento video avrebbe ricoperto all&#8217;interno del progetto).<br />
<strong>Questo dispositivo permette ai dipendenti di diventare blogger, condividere idee, comunicare le esperienze vissute con l&#8217;esterno, e fornire un supporto tecnico ai visitatori e ai clienti </strong>(e si è discusso a lungo della grande competenza degli utenti della rete nei confronti di alcuni prodotti, spesso addirittura superiore a quella dei dipendenti delle aziende creatrici dei prodotti stessi). Questo progetto a noi di <em>IsayBlog!</em> piace particolarmente: dimostra come un marchio importante come <em>Microsoft Italia</em> sia interessata fattivamente ad un dialogo diretto con la blogosfera. E aprire le porte (nel caso in questione sarebbe più opportuno dire le finestre) di casa Microsoft, per consentire di commentare, discutere, su quanto i loro tecnici e dipendenti proporranno nei loro post, è la via più diretta per mostrare il volto sano di un&#8217;azienda &#8220;fatta di persone&#8221;, che non ha paura di incoraggiare la libera circolazione delle idee al suo interno.</div>
<div>Carlo ha poi indicato che <strong>l&#8217;Italia è considerata da Microsoft il paese con il più alto tasso di creatività tra i suoi dipendenti</strong>, e non ha nascosto il sogno di vedere riprodotta in scala mondiale la sua idea, e magari di estendere la piattaforma <a href="http://www.mclips.it/">MClips</a> in maniera totale, anche al pubblico. &#8220;Ma è già molto quello che si è ottenuto sin d&#8217;ora, ed è presto per pretendere troppo&#8221;, precisa.</div>
<div><strong>In sintesi, la giornata ha avuto come tema principale quello di ribadire ancora una volta che i Blog e agli altri strumenti della rete correlati, hanno una funzione centrale nel processo di acquisto del consumatore e una influenza diretta nella maturazione dell&#8217;idea di valore e funzione del prodotto stesso</strong>.</p>
<p>E se qualche cliente fosse ancora scettico, se puntasse ancora ai vecchi media, fareste bene a spiegargli che:</p></div>
<blockquote><p>I giovani leggono, ma non leggono ciò che leggi tu, leggono i blog!</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Una formazione per il corporate blogger</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 08:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camillo Miller</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[CEO]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[netiquette]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blogging è certamente un&#8217;esperienza personale. Tuttavia un&#8217;azienda che decida di affidare ad un proprio dipendente o al proprio presidente l&#8217;impegno della redazione di un corporate blog, deve prendere seriamente in considerazione la possibilità di &#8220;istruire&#8221; il team di futuri blogger con una formazione mirata al fine di fornire loro il bagaglio di conoscenze tecniche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/480418_51342920.jpg" alt="480418_51342920.jpg" /></strong></div>
<p align="justify">Il blogging è certamente <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/corporate-blog-quale-linguaggio-utilizzare/">un&#8217;esperienza personale</a>. Tuttavia <strong>un&#8217;azienda che decida di affidare ad un proprio dipendente  o al proprio presidente</strong> l&#8217;impegno della redazione di un corporate blog, deve prendere seriamente in considerazione la possibilità di &#8220;<strong>istruire</strong>&#8221;  il team di futuri blogger con una<strong> formazione mirata</strong> al fine di fornire loro il bagaglio di conoscenze tecniche necessarie allo svolgimento del compito che li attende. E&#8217; importante prima di tutto che<strong> il futuro blogger sia consapevole degli strumenti</strong> che la scrittura web gli offre e che sia poi in grado di gestire gli aspetti tecnici relativi alla pubblicazione e alla gestione dei contenuti.</p>
<p align="justify"><span id="more-91"></span></p>
<p align="justify">Se il futuro blogger non è mai entrato in contatto con il &#8220;dietro le quinte&#8221; della scrittura web, ed è sempre stato <strong>un mero fruitore della comunicazione in rete</strong>, è bene impartire una veloce &#8220;alfabetizzazione&#8221; a riguardo. E&#8217; bene introdurlo ai concetti chiave, come l&#8217;utilizzo dei link in sostituzione di lunghi periodi esplicativi , o la necessità di una stesura chiara e sintetica. In secondo luogo si potrà spiegare l&#8217;importanza dell&#8217;ottimizzazione delle parole chiave, utili ai fini dell&#8217;indicizzazione nei motori di ricerca. In questa fase gli aspetti da prendere in considerazione sono molteplici e variano a seconda del livello di preparazione iniziale di chi riceve questa formazione. Ascoltate bene le richieste e cercate di rispondere ad ogni domanda e chiarire ogni dubbio.</p>
<p align="justify"><strong>Sarà poi necessario descrivere al dipendente-blogger le modalità d&#8217;uso della piattaforma di blogging</strong> prescelta per la creazione del corporate blog. Il nostro consiglio è come sempre quello di puntare su <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/quale-piattaforma-per-un-corporate-blog/">WordPress</a> anche per la facilità d&#8217;uso e la sostanziale<strong> analogia  con il meccanismo di scrittura di un wordprocessor</strong>. Attenzione, per esperienza personale vi dico: <strong>mai suggerire</strong> al futuro blogger di utilizzare l&#8217;interfaccia di WordPress &#8220;<strong>come se stesse scrivendo un documento in Word</strong>&#8220;.</p>
<p align="justify">Il passo successivo e inevitabile <strong>sarà il tentativo</strong>, da parte del principiante, <strong>di copiare direttamente in WordPress un documento redatto con il programma di Microsoft</strong>. Le aberrazioni che ne derivano e che dipendono dall&#8217;utilizzo della formattazione di Word all&#8217;interno di WordPress sono il motivo per cui sconsiglio questa scorciatoia. E&#8217; bene spendere del tempo per insegnare i concetti base della formattazione attraverso <strong>l&#8217;utilizzo dei tag HTML</strong> con esempi concreti su post di prova. Anche se ci vorrà probabilmente molta pazienza, eviterete successive telefonate disperate da parte del &#8220;blogger&#8221; che non capisce come mai tutta la home page del sito compare in Times New Roman corpo 26.</p>
<p align="justify">E&#8217; importante istruire i futuri blogger <strong>anche su tematiche meno tecniche ma comunque importanti al fine di un sano e coscienzioso utilizzo delle potenzialità della rete</strong>. Introduceteli al concetto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Netiquette">Netiquette</a> e illustrate loro alcuni degli errori più comuni che possono <strong>minare la credibilità del blog e degli autori, nonché dell&#8217;azienda</strong>. Vi ricordo che <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/corporate-blog-imparare-dagli-errori-dei-blog-politici/">i blog dei politici</a> possono essere un buon punto di partenza per capire come non approcciarsi alla comunicazione in rete. Non dimenticate di citare <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/gli-aspetti-legali-e-normativi-del-blogging/">il rispetto del copyright</a> e delle <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/come-scegliere-le-immagini-per-un-corporate-blog/">licenze d&#8217;uso di immagini e file multimediali</a>. A questo proposito, per rafforzare la vostra tesi,  potreste <strong>segnalare pratiche sbagliate</strong> e <strong>controproducenti</strong> come <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/hotlinking-e-bandwith-theft-due-pratiche-da-evitare/">l&#8217;hotlinking</a> e far capire ai futuri blogger i vantaggi di una condotta on-line eticamente corretta.</p>
<p align="justify">Ricordate loro che la nuova esperienza che stanno per intraprendere ha come fine ultimo <strong>l&#8217;apertura di un nuovo canale di dialogo e comunicazione privilegiato  fra l&#8217;azienda e l&#8217;utenza</strong>. Per questo è importante che essi sappiano relazionarsi con il pubblico  in maniera corretta; spiegate loro (e ai dirigenti, in particolar modo) <strong>l&#8217;importanza</strong> di stilare  una <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/una-privacy-policy-per-il-vostro-corporate-blog/">policy sulla privacy</a> e di esplicitare il comportamento che vorranno tenere nella moderazione dei commenti.</p>
<p align="justify">Infine l&#8217;aspetto <strong>l&#8217;aspetto più importante e più difficile</strong> (soprattutto quando si ha a che fare con dirigenti navigati e old-school)  è riuscire a far capire al &#8220;futuro blogger&#8221; che <strong>un blog non è solo un dei tanti aspetti della comunicazione aziendale</strong>. Richiede un impegno diverso che non può essere appaltato o gestito come un qualsiasi contratto pubblicitario. E&#8217; necessaria <strong>una vera e propria presa di coscienza</strong>, e in in certi casi un vero e proprio cambio di mentalità, da parte di colui che all&#8217;interno dell&#8217;azienda avrà il compito di redarre il blog. <strong>La consapevolezza di quest&#8217;ultimo aspetto è fondamentale</strong> per la riuscita di un serio e consapevole progetto di corporate blogging.</p>
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		<title>Corporate Blog in Italia, opportunità o un&#039;occasione mancata?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2008 09:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>B.Raccah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Blog aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[Blog esterno]]></category>
		<category><![CDATA[Blog interno]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Corporate Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[I Say Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Internet marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Blog è la nuova frontiera di internet, lo dicono i numeri. Il successo di questo stile di contenuto è dovuto in gran parte all&#8217;aspetto partecipativo che lo caratterizza. In Italia almeno 1,8 milioni di persone leggono Blog, il 64% degli intervistati ha dichiarato di avere fiducia nei Blog e di ritenerli anche talvolta autorevoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div align="center"><a href='http://www.finanzalive.com/wp-content/uploads/2008/04/corp-blog.jpg'><strong><img src="http://www.finanzalive.com/wp-content/uploads/2008/04/corp-blog.jpg" alt="" title="corp-blog" width="342" height="249" class="alignnone size-full wp-image-976" /></strong></a></div>
<p></p>
<div align="justify">Il Blog è la nuova frontiera di internet, lo dicono i numeri. Il successo di questo stile di contenuto è  dovuto in gran parte all&#8217;aspetto partecipativo che lo caratterizza.<br />
In Italia almeno <strong>1,8 milioni di persone leggono Blog</strong>, il 64% degli intervistati ha dichiarato di avere fiducia nei Blog e di ritenerli anche talvolta autorevoli nel loro campo, il <strong>40% di avere fatto acquisti dopo essersi documentato sui Blog e avervi tratto utili informazioni</strong>. I Blog si stanno affermando sempre di più come <strong>strumento di comunicazione, di dialogo e scambio</strong>. Il successo dei <strong>Blog &#8220;personali&#8221;</strong>, dei cosidetti diari online, non è affatto sfuggita alle aziende e agli esperti di marketing.</div>
<p>
<span id="more-53"></span></p>
<div align="justify">La letteratura su questo tema è cresciuta verticalmente, così come i siti che se ne occupano. Cerchiamo di ripercorrere insieme le  tappe fondamentali di questa idea che ha scosso la tradizionale comunicazione aziendale. L&#8217;idea dei <strong>Corporate Blog</strong> nasce ovviamente negli Stati Uniti, mentre è sbarcata in Italia solo da poco tempo: comunicazione interna ed esterna &#8211; o <strong>Blog Interno</strong> e <strong>Blog Esterno</strong> &#8211; l&#8217;obiettivo che si pongono i primi <em>Blog aziendali</em> (oggi la classificazione è più complessa, ma parliamo dell&#8217;inizio).<br />
Aumento dell&#8217;efficienza interna (e quindi della produttività), attraverso una maggiore circolazione delle idee, è l&#8217;obiettivo principale di un <strong>Blog interno</strong>.<br />
Instaurare un rapporto di fiducia con il proprio seguito, la ricerca di un feedback sui nuovi prodotti o i nuovi servizi, la raccolta di dati su un campione trasversale di utenti, la conquista di fasce più ampie di consumatori, quelle del tipico <strong>Blog esterno</strong>.</strong> . </div>
<p></p>
<div align="justify">Ciascuno dei due modi di &#8220;fare blogging&#8221; ha le sue caratteristiche distintive, ma fermiamoci al mondo dei <em>Blog esterni</em>, per analizzare la prima sfida che un&#8217;azienda deve affrontare. Di primo impatto possiamo fare una osservazione: il grande successo dei Blog tradizionali è che la gente viene maggiormente coinvolta, attribuendo un livello molto alto di fiducia, <strong>perchè li percepisce come più liberi e privi di censura rispetto ai media tradizionali.</strong> In un Blog aziendale questa libertà va gestita attentamente, cercando di indirizzare la discussione intorno al tema con naturalezza, e <strong>cercando di non aver paura di mettere a rischio il proprio modello di business.</strong> Gli utenti ringrazieranno, apprezzando la differenza rispetto a quando il massimo della comunicazione era la pubblicazione di scarni comunicati di fine anno, che privavano della possibilità di interagire. </div>
<p></p>
<div align="justify">Gli utenti comunicano con le aziende, dunque, spesso stroncando in modo spietato certe iniziative, ma capaci allo stesso tempo di essere anche propositivi. E qui nasce la prima sfida. <strong>L&#8217;abilità dell&#8217;azienda oggi si deve arricchiere di nuove competenze, che permettano di sfruttare questo strumento a proprio vantaggio, cercando di non lasciar cadere le indicazioni preziose.</strong> Il Blog può addirittura indicare la fascia di prezzo di un bene. Un&#8217;ottima cosa, certamente. A patto che uno sia organizzato per adoperare certi cambiamenti.</div>
<p><!--more--><br />
<!-- adman --></p>
<div align="center"> <img src='http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/zz12c2eee3.jpg' alt='zz12c2eee3.jpg' /></div>
<p></p>
<div align="justify">In Italia, c&#8217;è chi ha preferito puntare su uno stile informale, come <strong>Ducati</strong> con il suo <a href="http://blog.ducati.com/" target="blank">Desmoblog</a> (uno dei tentativi coronati da successo), mentre altri hanno scelto uno stile più informativo e &#8220;pubblicitario&#8221;, come <strong>Fiat</strong> con <a href="http://www.quellichebravo.it/index.php?" target="blank">Quellichebravo</a>, il <em>corporate Blog</em> inaugurato dalla Fiat in occasione della presentazione della nuova <em>Bravo</em>.</div>
<p></p>
<div align="justify">Il <strong>Corporate Blog</strong> è uno strumento decisamente innovativo e come per molte cose, il nostro paese dimostra di avere un&#8217;atavica avversione per le novità: <a href="http://genteconleorecchie.wikispaces.com/" target="blank">sono tante</a> ormai, le aziende che hanno aperto un blog (alcuni ben realizzati, come quello del <a href="http://www.gruppotoscano.it/blog/">Gruppo Toscano Immobiliare</a>, o quello della società alimentare <a href="http://www.carnealfuoco.it/">AIA</a>), ma nel complesso ben poche hanno dimostrato di saper gestire con competenza questo dispositivo. Spesso i contenuti sono poco curati, e i post pubblicati ad intervalli molto lunghi, la mancanza di passione in quello che viene scritto e il dialogo con il cliente affidato solo a degli articoli sterili, in cui spesso &#8220;trasuda&#8221; l&#8217;aspetto commerciale ed affiora la consulenza &#8220;interessata&#8221; del blogger a pagamento. E gli utenti, che sono una realtà mutevole e molto ben avveduta, li snobbano impietosamente.</div>
<p></p>
<div align="center"> <img src='http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/zz6d1b1dab.jpg' alt='zz6d1b1dab.jpg' /></div>
<p></p>
<div align="justify"><strong>Quelle aziende che hanno saputo sfruttare al meglio questo spazio virtuale hanno puntato principalmente a formare una community e non a vendere:</strong> lo scopo del <em>corporate Blog</em> infatti deve essere la comunicazione a due direzioni, in cui l&#8217;ascolto è una parte fondamentale. Interessante in questo senso è il Blog di <em>Febal</em>, <a href="http://chiacchiereincucina.wordpress.com/" target="blank">Chiacchere in cucina</a>, con la possibilità per i lettori di inserire le foto del proprio focolare e delle <a href="http://www.gingerandtomato.com/" target="blank">ricette</a> che vi realizzano. Oppure quello di <strong>Mandarina Duck</strong>, <a href="http://blog.mandarinaduck.com/">The Duck Side</a>, che ha appena compiuto il giro di boa di un anno, e che ha subito affrontato gli utenti in modo diretto, <a href="http://blog.mandarinaduck.com/i-blogger/">spiegando senza troppi giri di parole chi si era e cosa si stava facendo lì.</a></div>
<p></p>
<div align="justify"><strong>Siamo certi che il Blog sia un potente strumento di marketing.</strong> Ma la strada per la realizzazione di contenuti credibili e la formazione di entusiasti evangelisti del prodotto non è affatto automatica. L&#8217;Italia ha una opportunità, che deve giocarsi senza cercare di bruciare le tappe. Interpretare questa realtà in modo personale, senza scimmiottare i modelli d&#8217;oltreoceano, dove il tessuto che costituisce la comunità di internet è più maturo e maggiormente orientato all&#8217;acquisto. <strong>Trovare il nostro modello di comunicazione si può fare, ma dobbiamo rispolverare quelle lezioni di marketing emozionale che qualcuno sembra avere improvvisamente dimenticato.</strong> </div>
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		<title>Twitter: opportunità o perdita di tempo?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 08:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camillo Miller</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[blogging]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Twitter, il noto servizio a metà fra micro-blogging e messaggistica istantanea, sta riscuotendo un successo sempre crescente. Per chi ancora non lo conoscesse, Twitter permette di creare un account attraverso il quale comunicare con conoscenti e amici iscritti al servizio attraverso micro-messaggi non più lunghi di 140 caratteri. Quanto è utile questo sistema nell&#8217;ottica di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/tour_1.gif" alt="tour_1.gif" /></strong></div>
<p align="justify"><a href="http://www.twitter.com">Twitter</a>, il noto servizio a metà fra <strong>micro-blogging</strong> e <strong>messaggistica istantanea</strong>, sta riscuotendo un successo sempre crescente. Per chi ancora non lo conoscesse, Twitter <strong>permette di creare un account</strong> attraverso il quale comunicare con conoscenti e amici iscritti al servizio attraverso micro-messaggi non più lunghi di 140 caratteri. Quanto è utile questo sistema nell&#8217;ottica di un nuovo approccio alla comunicazione aziendale? Un progetto di <strong>corporate blogging</strong> potrebbe anche prevedere l&#8217;inclusione di <strong>Twitter</strong> in un set di strumenti virtuali a disposizione del dipendente-blogger?</p>
<p align="justify"><span id="more-79"></span></p>
<p align="justify">Ritengo che Twitter possa rivelarsi <strong>sostanzialmente inutile</strong> all&#8217;interno di un serio progetto di corporate blogging. Al di là della relativa perdita di tempo che comporta la gestione di un account, Twitter ci pone di fronte ad un serio problema di inaridimento dei contenuti. Imparare a gestire le proprie idee e a postarle sul web è un passaggio importante per chiunque voglia intraprendere una &#8220;carriera&#8221; di blogger. Questo vale anche al di fuori dell&#8217;ambito aziendale.</p>
<p align="justify">Esprimere un pensiero o un&#8217;idea su Twitter <strong>in meno di 140 caratteri</strong> comporta un <strong>inaridimento</strong> perché quell&#8217;idea o quel pensiero, se opportunamente sviluppati, sarebbero potuti diventare <strong>un post interessante</strong> con il quale arricchire il proprio blog. In termini pratici, s&#8217;aggiunga anche il fatto che postando su Twitter si rinuncia de facto ad aumentare la visibilità del proprio blog: quel post che non avete scritto avrebbe potuto aumentare il numero dei vostri visitatori, avrebbe potuto provocare delle reazioni su altri blog e  magari un rientro in termini di trackback e link.</p>
<p align="justify">Quanto vi sto dicendo è <strong>particolarmente vero per chi affronta partendo da zero la &#8220;sfida del blogging&#8221;</strong> e deve maturare un&#8217;esperienza nel settore, ma vale anche per i blogger navigati.  Basta fare un veloce giro sul sito partendo dai contatti di qualche noto blogger per capire quanti proseliti abbia fatto Twitter anche all&#8217;interno della blogosfera più &#8220;esperta&#8221;. Non voglio dare un giudizio totalmente negativo su Twitter, né si pensi che io lo ritenga un servizio completamente futile (la tentazione c&#8217;è).</p>
<p align="justify">Come avviene per ogni Social Network che può vantare un bacino d&#8217;utenza così vasto, anche Twitter ha dei lati positivi che possono essere sfruttati. Il servizio può ad esempio essere utilizzato come metodo per gestire<strong> le segnalazioni estemporanee</strong> dei lettori del nostro blog  -ci sono anche widget appositi per wordpress che integrano la funzione nei blog- , oppure come <em>ripetitore</em> per i post che scriviamo sul nostro blog (citati con titolo e link sul nostro account Twitter). Tuttavia anche in questo caso l&#8217;utilità del servizio è limitata: da un lato gli utenti di Twitter non gradiscono questa ri-destinazione d&#8217;uso e dall&#8217;altro l&#8217;efficacia dell&#8217;utilizzo di Twitter al fine di diffondere maggiormente i propri contenuti non è minimamente paragonabile ai risultati che si possono ottenere gestendo intelligentemente la propria presenza sui maggiori siti di aggregazione delle notizie.</p>
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		<title>Hotlinking e bandwith-theft: due pratiche da evitare</title>
		<link>http://isayblog.com/blog/corporate-blog/hotlinking-e-bandwith-theft-due-pratiche-da-evitare/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 10:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camillo Miller</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[bandwidth theft]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[corporate]]></category>
		<category><![CDATA[da evitare]]></category>
		<category><![CDATA[hotlinking]]></category>
		<category><![CDATA[pratiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando scriviamo e gestiamo il contenuto di un blog aziendale, è bene ricordare sempre che dalle nostre azioni e dai nostri comportamenti dipendono la credibilità e la visibilità della nostra azienda. E&#8217; dunque necessario seguire una rigorosa deontologia nella stesura di un corporate blog e soprattutto evitare di utilizzare pratiche eticamente deprecabili come l&#8217;hotlinking e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/835548_94415780.jpg" alt="835548_94415780.jpg" /></strong></div>
<p align="justify">Quando <strong>scriviamo e gestiamo il contenuto di un blog aziendale</strong>, è bene ricordare sempre che dalle nostre azioni e dai nostri comportamenti dipendono la credibilità e la visibilità della nostra azienda. E&#8217; dunque necessario seguire una rigorosa deontologia nella stesura di un <em>corporate blog</em> e soprattutto evitare di utilizzare pratiche eticamente deprecabili come <strong>l&#8217;hotlinking</strong> e il <strong>bandwith-theft</strong>. Allo stesso tempo è bene conoscere il funzionamento di queste pratiche per difendersi da chi ne potrebbe fare uso ai nostri danni.</p>
<p align="justify"><span id="more-71"></span>Hotlinking e bandwidth-theft sono due concetti <strong>strettamente legati</strong> fra di loro.  L&#8217;hotlinking consiste nel linkare dal nostro blog/sito un&#8217;immagine, o qualsiasi altro contenuto multimediale, ospitato sulle pagine di un altro sito. In questo modo l&#8217;immagine <strong>appare nel nostro blog anche se noi non l&#8217;abbiamo fisicamente caricata</strong> sul nostro spazio web.</p>
<p align="justify">Il fine di questa pratica è solitamente il <strong>bandwidth-theft</strong>, il furto di banda. Il prezzo di un servizio di hosting varia in base alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_%28informatica%29">banda</a> mensile concessa: più banda si utilizza più si dovrà spendere; immagini, video e file musicali, data la loro grandezza, consumano molta banda ogni volta che vengono scaricati (ovvero semplicemente visualizzati nel browser da un utente). L&#8217;hotlinking consente dunque di inserire nelle proprie pagine file multimediali che verranno visualizzati dai nostri utenti <strong>a discapito della banda del sito a cui abbiamo &#8220;rubato&#8221; il contenuto</strong>.</p>
<p align="justify">Oltre ad essere una pratica scorretta, l&#8217;hotlinking <strong>è una pratica rischiosa</strong>. Se l&#8217;autore del contenuto hotlinkato si accorge del furto, nulla vieta ch&#8217;egli possa <strong>sostituire il file originale presente sul proprio server con un file diverso</strong> dal contenuto più disparato (anche potenzialmente offensivo o osceno) che smaschera il furto ed è causa di una pessima figura con i lettori. La credibilità di un sito vittima di questa pratica vendicativa,  cade inevitabilmente a picco. <strong>Un veloce esempio</strong>: immaginate di rubare un&#8217;immagine innocua ad un&#8217;altro blog: l&#8217;autore se ne accorge e la sostituisce con un fotomontaggio che ridicolizza il vostro direttore.</p>
<p align="justify">Per evitare che altri sfruttino allo stesso modo le nostre immagini o i nostri file multimediali, è bene prendere delle precauzioni tecniche, come suggerito da <a href="http://www.davidairey.com/stop-image-theft-hotlinking-htaccess/">questo interessante post</a> di <strong>David Airey</strong>.</p>
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		<title>Corporate Blogging: Company ed Expert Blog</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 08:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camillo Miller</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[companyblog]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;universo del corporate blogging esistono alcune categorie fondamentali, basate sostanzialmente sulla posizione del curatore del blog nei ranghi aziendali. Come abbiamo visto, se a scrivere il blog è il Presidente della società, possiamo parlare di CEO Blog. Esistono anche specifiche sotto-categorie in cui possiamo classificare invece i blog che vengono redatti dai dipendenti. In questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/995748_91898411.jpg" alt="995748_91898411.jpg" /></strong></div>
<p align="justify">Nell&#8217;universo del corporate blogging <strong>esistono alcune categorie fondamentali</strong>, basate sostanzialmente sulla posizione del curatore del blog nei ranghi aziendali. Come abbiamo visto, se a scrivere il blog è il Presidente della società, possiamo parlare di <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/ceo-blog-il-capo-deve-bloggare/">CEO Blog</a>. Esistono anche specifiche sotto-categorie in cui possiamo classificare invece i blog che vengono redatti dai dipendenti. In questo articolo prenderemo in considerazione due di queste tipologie: il <strong>Company Blog</strong> e <strong>l&#8217;Expert Blog</strong>.</p>
<p align="justify"><span id="more-81"></span></p>
<p align="justify"><strong>Il Company Blog</strong> è un progetto multiautore che viene redatto da un gruppo di dipendenti della ditta. Nella maggior parte dei casi si tratta di volontari che hanno già un&#8217;esperienza personale nel settore e vogliono mettere a disposizione dell&#8217;azienda le proprie capacità. I dipendenti che decidono di intraprendere un&#8217;esperienza di questo tipo non lavorano necessariamente nello stesso settore dell&#8217;azienda e <strong>lo stile della scrittura è solitamente molto informale</strong>. Gli argomenti non sono obbligatoriamente correlati al core-business aziendale e spesso il tono è quello di un gruppo di amici che si ritrova e si diverte.</p>
<p align="justify">Un blog di questo tipo è <strong>un toccasana per l&#8217;immagine di un&#8217;azienda</strong> perché comunica all&#8217;esterno un senso di serenità e di affiatamento fra i dipendenti. Non è facile tuttavia creare un blog con queste prerogative, vuoi perché i dipendenti non  sono realmente sereni e affiatati, vuoi perché spesso anche all&#8217;interno  migliori aziende possono nascere rancori ed invidie che si riflettono negativamente sulla buona riuscita di un progetto che , come in questo caso, richiede gioco di squadra e supporto reciproco.</p>
<p align="justify"><strong>L&#8217;expert blog</strong> è invece un blog tenuto <strong>da un singolo dipendente particolarmente esperto</strong> in una determinata area d&#8217;interesse aziendale. Il dipendente si propone in questo modo come punto di riferimento per gli altri organi dell&#8217;azienda ed è un valore aggiunto per la società stessa che può giovarsi della presenza di un professionista dalla riconosciuta abilità all&#8217;interno del proprio organico.</p>
<p align="justify">Spesso la figura dell&#8217;<strong>Expert Blogger</strong> si può sovrapporre a quella del <strong>Guru Blogger</strong>, che, pur essendo un esperto riconosciuto del proprio settore punta in primo luogo a pubblicizzare se stesso, più che l&#8217;azienda. Questo perché il Guru, anche quando scrive un blog aziendale, è spesso un consulente esterno al quale non viene espressamente richiesto di caratterizzare la propria presenza attraverso il brand societario.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
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