
[tratto da "Il Tempo", edizione nazionale. Di Fabio Perugia]
È come un sussurro. Un brusio. Un bisbiglio che si diffonde a macchia d’olio nella Rete. È il buzz marketing, l’ultimo strumento di comunicazione che le aziende utilizzano per pubblicizzare i propri prodotti. Del resto negli acquisti la fiducia è tutto. I consumatori sono sempre meno ingenui, meno sensibili alle pubblicità del piccolo schermo. E spesso preferiscono un consiglio che arriva da un amico. Oppure da internet. Il 76 per cento delle persone considera il passaparola la fonte di informazione più attendibile per scegliere un prodotto. Non è un caso se oggi la maggioranza dei consumatori leggono sul web le recensioni dei prodotti scritti da chi li ha già comprati e provati, prima di acquistarli.
Il buzz marketing è uno strumento che interviene proprio a questo livello di informazione. Sui blog, le chat, i siti, i social network o ovunque sia possibile raggiungere gli utenti. È un insieme di operazioni di marketing, non convenzionale, per aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto e un servizio.
La sua efficacia ha indotto le aziende a puntare molte delle proprie risorse su questo strumento, commissionando anche ad importanti blogger il compito di divulgare le informazioni positive di un prodotto, sui blog in particolare, che viaggiano in internet. La strategia «buzz», infatti, ha bisogno di una professionale supervisione: sul web basta poco per perdere il controllo della «conversazione». Ma questo è ormai considerato uno degli strumenti più importanti di pubblicità che le aziende possono sfruttare per persuadere il pubblico.
Ma siamo noi a decidere se parlare o no di un prodotto. Nessuno ci chiede di parlare bene di un prodotto, siamo noi a decidere cosa recensire e come farlo.
Matt Von Horn (digg.com) e Angelo Di Veroli (IsayBlog!)