Mauro Lupi, presidente di Ad Maiora e curatore di uno dei più noti CEO Blog italiani, ha riportato sul proprio blog un suo interessante articolo pubblicato nell’ultima edizione di nòva 24 in cui analizza le possibilità offerte alle aziende dalla gestione del cosiddetto Company Generated Content. La locuzione indica, parafrasando la ben più nota formula “User Generated Content” con cui si è soliti descrivere in tre parole l’anima del web 2.0, i contributi originali creati dalle aziende e resi disponibili alla comunità di fruitori principalmente al fine di generare visibilità per l’azienda a costo quasi-zero rispetto alle tradizionali strategie pubblicitarie e di marketing.
Le slide che vi riproponiamo all’inizio del post riassumono egregiamente i concetti espressi dal’articolo. Lupi precisa di non avere nulla contro le tradizionali strategie di aumento della visibilità attraverso l’esposizione pubblicitaria e naturalmente non vuole spingere le aziende a divenire “editrici di sé stesse” ma precisa:
Ritengo estremante produttivo affiancare alle attuali forme di comunicazione, delle iniziative che sviluppino ulteriori touch point con le persone, attraverso contenuti pensati con obiettivi informativi, divulgativi o di intrattenimento.
Interessante la distinzione fra visibilità pagata e visibilità guadagnata. E’ certamente più facile pagare un buon pubblicitario perché organizzi una campagna mirata della quale possiamo gestire e decidere tutti gli aspetti. Intraprendere la strada della generazione di contenuti comporta forse maggiori complessità per chi non è abituato a confrontarsi con le dinamiche del web sociale ma con un investimento drasticamente minore rispetto alla pubblicità tradizionale è possibile ottenere risultati di lunga durata creando un’ecosistema di cui fanno parte allo stesso tempo l’azienda e gli utenti.