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	<title>iSayBlog News &#187; Corporate Blog</title>
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		<title>I punti vendita Soho Store interpretati da IsayBlog!</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 20:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione IsayBlog!</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Soho Store è un marchio giovane che si sta facendo strada rapidamente come un brand di riferimento nella vendita di scarpe e di borse. Sono quattro i punti vendita a Roma, nati dalla passione e dalla creatività dei fratelli Novelli, piuttosto attenti &#8211; data la loro giovane età &#8211; al nuovo modello di vita metropolitano: modernità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-953" title="Soho Store" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/ZZ393CBCC1.jpg" alt="" width="500" height="344" /><a href="http://www.sohostore.it"></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.sohostore.it">Soho Store</a></strong> è un marchio giovane che si sta facendo strada rapidamente come <strong>un brand di riferimento nella vendita di scarpe e di borse.</strong> Sono quattro i punti vendita a Roma, nati dalla passione e dalla creatività dei fratelli Novelli, piuttosto attenti &#8211; data la loro giovane età &#8211; al nuovo modello di vita metropolitano: <strong>modernità nelle forme, praticità e un mix di eleganza e glamour in grado di soddisfare la donna più esigente</strong>, conquistandola con collezioni frizzanti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo dei nostri committenti era semplice:  riflettere quella miscela di elementi che ha portato al successo dei loro prodotti anche nel web.  L&#8217;esperienza e l&#8217;affidabilità che <a href="http://www.isayblog.com">IsayBlog!</a> ha impiegato in questo progetto, ha portato allo studio e alla realizzazione del sito in poco tempo. Il maggiore impegno dei grafici è stato impiegato per fornire una grafica immediata e di alto impatto, che rendesse evidente la tensione tra le due anime del progetto <a href="http://www.sohostore.it">Soho Store</a>: aggressività e femminilità, ironicamente sintetizzate dalla contesa tra le due figure femminili. Il lavoro dello staff si è concentrato su una tavolozza cromatica che usasse un rapido contrasto fra tonalità, in grado di soddisfare un target eterogeneo: <strong>il viola e il nero per la &#8220;dark lady&#8221; e la rassicurante eleganza pastello crema della donna &#8220;bon ton&#8221;.</strong> Un carrello atipico, in cui campeggiano le riproduzioni fotografiche delle creazioni disponibili in negozio è l&#8217;elemento intorno al cui si sviluppano le pagine del sito.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-954" title="Soho Store 2" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/ZZ4DAC9C0C.jpg" alt="" width="500" height="263" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per estendere la visibilità del sito e permettere una migliore indicizzazione dei contenuti, si è creata la sezione blog e quella dedicata ai social network (<a href="http://www.facebook.com/pages/SOHO-STORE-shoes-and-bags/311678240846#!/pages/SOHO-STORE-shoes-and-bags/311678240846?v=wall">qui la pagina fan su Facebook</a>) in cui dar seguito anche al dialogo con il proprio, affezionato seguito: <strong>non solo lo stile e l&#8217;eleganza di un prodotto raffinato, ma anche l&#8217;umanità e il garbo tipica dello stile dei fratelli Novelli, con il quale poter scambiare &#8220;dal vivo&#8221; le proprie impressioni. </strong></p>
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		<title>IsayBlog! lancia TuttoKosher, un innovativo e-commerce di prodotti alimentari di nicchia</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 17:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione IsayBlog!</dc:creator>
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		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[tuttokosher.com]]></category>
		<category><![CDATA[vendita online]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è la prima volta che lo staff di IsayBlog! si impegna nella realizzazione di un sito di e-commerce. Occuparsi della vendita di prodotti alimentari, però è sempre una sfida delicata. E tra l&#8217;altro parliamo di alimentazione Kosher (o Kasher), quella tipica della tradizione ebraica. Per il lancio di questo nuovo sito Internet in cui fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.gingerandtomato.com/wp-content/uploads/2010/03/TK1.jpg"><img class="aligncenter" title="Tutto Kosher" src="http://www.gingerandtomato.com/wp-content/uploads/2010/03/TK1.jpg" alt="" width="500" height="302" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che lo staff di <strong>IsayBlog!</strong> si impegna nella realizzazione di un sito di e-commerce. Occuparsi della vendita di prodotti alimentari, però è sempre una sfida delicata. E tra l&#8217;altro parliamo di <a href="http://www.gingerandtomato.com/ricette-carne/cucina-kasher-kosher-regole-alimentari-ebraiche/">alimentazione Kosher</a> (o Kasher), quella tipica della <a href="http://www.gingerandtomato.com/category/cucina-ebraica-kosher/">tradizione ebraica</a>. Per il lancio di questo nuovo sito Internet in cui fosse possibile acquistare i <a href="http://www.tuttokosher.com/">prodotti kosher online</a> <strong>abbiamo dovuto lavorare in stretto contatto con gli ideatori e gli investitori dell&#8217;intero progetto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="Tuttokosher.com">Kosher</a> in ebraico significa “adatto” e si riferisce a tutti i cibi consentiti dall&#8217;ebraismo. Ma gli alimenti della tradizione ebraica non sono rivolti ai soli ebrei. L&#8217;uso del <a href="http://www.tuttokosher.com/prodotti/matzot/">pane azzimo</a>, per esempio, è molto diffuso in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per lo stile grafico di questo <a href="http://www.tuttokosher.com">Tuttokosher</a>, si è scelto un tema con elementi vintage, ispirato ai vecchi manifesti delle aziende alimentari americane come la <em>Kellogg&#8217;s</em>. Tonalità pastello e texture sbiadite, per dare un tocco di eleganza retrò e le pose tipiche delle pettinatissime casalinghe dei &#8216;<em>fifties</em>. Anche nella pubblicità off-line, si è seguito lo stesso stile, con furgone e computer vecchio stile. La sfida per la realizzazione di un programma gestionale efficiente, in grado di restituire la posizione reale di centinaia di prodotti presenti nel listino, è stata molto dura, <strong>soprattutto perché la vendita di prodotti di questo tipo si concentra tipicamente in particolari momenti dell&#8217;anno e in particolari fasce orarie.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-903"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-904" title="ADV TK" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/photo.jpeg" alt="" width="495" height="700" /></p>
<p style="text-align: justify;">Alcune esigenze sono state davvero singolari: durante il Sabato (il giorno dello <em>Shabbat</em>, dedicato al riposo) e in altri momenti dell&#8217;anno, <strong>non è possibile elaborare gli ordini e le relative consegne, in quanto le norme religiose ebraiche proibiscono categoricamente il lavoro manuale e gestionale.</strong> Hanno completato il lavoro svolto per il committente <a href="http://www.facebook.com/pages/TuttoKosher/339642239277">una pagina Facebook</a>, una campagna pubblicitaria con flyer per il lancio del pane azzimo ad un prezzo di costo e <strong>la creazione di tutto il lato backoffice per la gestione del database dei clienti e per l&#8217;invio di newsletter promozionali.</strong> Inoltre si è provveduto a realizzare una serie di ricette a tema che utilizzano i prodotti in vendita nel sito, e una serie di informative sulle norme alimentari ebraiche da scaricare.</p>
<p style="text-align: justify;">Su <a href="http://www.tuttokosher.com">Tuttokosher</a>, gli utenti avranno la possibilità di comprare i <a href="http://www.tuttokosher.com/prodotti/kosher-le-pesach/">prodotti tipici delle feste</a> e una vasta gamma di vivande israeliane ed italiane. Un fiore all’occhiello del sito è sicuramente l&#8217;ampia scelta di <a href="http://www.tuttokosher.com/prodotti/vini/">vini kosher</a>, con etichette italiane ma anche francesi, israeliane e americane. E una selezione interessante di <a href="http://www.tuttokosher.com/prodotti/formaggi/">formaggi kosher</a> degna della migliore tradizione italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>IsayBlog! su &quot;Il Tempo&quot; parla del Buzz Marketing</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 16:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione IsayBlog!</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[Viral Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Di Veroli]]></category>
		<category><![CDATA[buzz marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Internet marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[[tratto da "Il Tempo", edizione nazionale. Di Fabio Perugia] È come un sussurro. Un brusio. Un bisbiglio che si diffonde a macchia d&#8217;olio nella Rete. È il buzz marketing, l&#8217;ultimo strumento di comunicazione che le aziende utilizzano per pubblicizzare i propri prodotti. Del resto negli acquisti la fiducia è tutto. I consumatori sono sempre meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-676" title="BUZZ Marketing" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/wom_1.jpg" alt="" width="448" height="334" /></p>
<p>[tratto da "Il Tempo", edizione nazionale. Di Fabio Perugia]</p>
<p><em><strong>È come un sussurro. Un brusio. Un bisbiglio che si diffonde a macchia d&#8217;olio nella Rete. È il buzz marketing, l&#8217;ultimo strumento di comunicazione che le aziende utilizzano per pubblicizzare i propri prodotti. </strong></em>Del resto negli acquisti la fiducia è tutto. I consumatori sono sempre meno ingenui, meno sensibili alle pubblicità del piccolo schermo. E spesso preferiscono un consiglio che arriva da un amico. Oppure da internet. Il 76 per cento delle persone considera il passaparola la fonte di informazione più attendibile per scegliere un prodotto. Non è un caso se oggi la maggioranza dei consumatori leggono sul web le recensioni dei prodotti scritti da chi li ha già comprati e provati, prima di acquistarli.</p>
<p>Il <strong>buzz marketing</strong> è uno strumento che interviene proprio a questo livello di informazione. Sui blog, le chat, i siti, i social network o ovunque sia possibile raggiungere gli utenti. È un insieme di operazioni di marketing, non convenzionale, per aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto e un servizio.<br />
La sua efficacia ha indotto le aziende a puntare molte delle proprie risorse su questo strumento, commissionando anche ad importanti blogger il compito di divulgare le informazioni positive di un prodotto, sui blog in particolare, che viaggiano in internet. La strategia «buzz», infatti, ha bisogno di una professionale supervisione: sul web basta poco per perdere il controllo della «conversazione». Ma questo è ormai considerato uno degli strumenti più importanti di pubblicità che le aziende possono sfruttare per persuadere il pubblico.</p>
<blockquote><p>Ma siamo noi a decidere se parlare o no di un prodotto. Nessuno ci chiede di parlare bene di un prodotto, siamo noi a decidere cosa recensire e come farlo.</p></blockquote>
<p><span id="more-674"></span></p>
<p><strong>Angelo Di Veroli</strong> è uno dei più importanti blogger del mondo. È il general manager e addetto alle relazioni esterne del network di blog isayblog.com. Sa bene quanto è importante per le aziende che vogliono pubblicizzare un prodotto il parere degli utenti di intenet.<br />
<strong><em>Cosa chiedono le aziende a un blogger come lei? </em></strong><br />
«Principalmente due cose. Cercano di far recensire, possibilmente con risultati positivi, i loro prodotti sui nostri blog».<br />
<em><strong>Come? </strong></em><br />
«Ci inviano il loro prodotto e ci chiedono di provarlo».<br />
<strong><em>Siete obbligati a parlarne bene? </em></strong><br />
«No, non siamo neanche obbligati a recensirlo. Lo facciamo se lo riteniamo opportuno».<br />
<strong><em>Per cos&#8217;altro la contattano? </em></strong><br />
«La seconda richiesta è che un blogger autorevole possa parlare del prodotto in prima persona. Gli utenti si fidano di me, conoscono la mia esperienza sul campo».<br />
<strong><em>È uno strumento che funziona? </em></strong><br />
«Certamente. Dopo che ho scritto un articolo su isayblog.com si crea il passaparola tra gli utenti. L&#8217;80 per cento delle persone che navigano su internet prima di comprarsi un oggetto leggono le recensioni in Rete».<br />
<strong><em>Nuovi strumenti di marketing su internet? </em></strong><br />
«Il buzz marketing è sicuramente tra i più innovativi. Va segnalato anche il fenomeno &#8220;rich media&#8221;: dei banner che sono veri e propri filmati interattivi adattabili alla grafica dei blog. È la creatività che conta. Infine io ho creato un toolbar, una barretta digitale sponsorizzabile, che permette di attirare potenziali consumatori, grazie all&#8217;estrazione a sorte tra gli utenti di prodotti, nel caso di geekissimo.com, SanDisk. Vede, il marketing attraverso i blog è il presente e il futuro».</p>
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		<item>
		<title>Il corporate blogging, uno strumento di marketing ancora da scoprire</title>
		<link>http://isayblog.com/blog/corporate-blog/il-corporate-blogging-uno-strumento-di-marketing-ancora-da-scoprire/</link>
		<comments>http://isayblog.com/blog/corporate-blog/il-corporate-blogging-uno-strumento-di-marketing-ancora-da-scoprire/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 07:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[debbie weil]]></category>
		<category><![CDATA[forrester research]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[the corporate blogging book]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi due anni le aziende hanno salutato con grande esultanza l’avvento del corporate blogging, di questo nuovo strumento di marketing in grado di diffondere il brand e la filosofia aziendale in modo rapido, friendly e diretto. Stando, però, alle ultime indagini, sembra che per la maggior parte di esse sia davvero difficile centrare l’obiettivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-242"  title="blog-copia" src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/blog-copia.jpg" alt="" width="200" height="200" /></strong> Negli ultimi due anni le aziende hanno salutato con grande esultanza l’avvento del <a href="http://www.isayblog.com/category/corporate-blog/" target="_blank">corporate blogging</a>, di questo <strong>nuovo strumento di marketing</strong> in grado di diffondere il brand e la filosofia aziendale in modo rapido, friendly e diretto. Stando, però, alle ultime indagini, sembra che per la maggior parte di esse sia davvero difficile centrare l’obiettivo e riuscire ad ottenere dei risultati concreti attraverso il<strong> blog aziendale.</strong></p>
<p><strong>Secondo uno studio condotto dalla</strong> <a href="http://www.forrester.com/Research/Document/Excerpt/0,7211,44368,00.html" target="_blank">Forrester Research</a> <strong>sul corporate blogging, molte aziende avrebbero fallito nel tentativo di ottenere risultati dal blog aziendale</strong>. La ricerca è stata effettuata analizzando 90 corporate blog di aziende con un reddito annuo che va dai 20 milioni di dollari fino ai 5 miliardi<strong>,</strong> tra cui Autodesk, Adobe, Avaya, BMC Software, Cisco Systems, Fair Isaac, HP, IBM, Microsoft, Novell, Oracle, RSA Security, Socialtext, StackSafe, TIBCO Software, e Unica. Dall&#8217;analisi dei blog aziendali la Forrester Research è giunta alla conclusione che il <a href="http://www.isayblog.com/category/corporate-blog/">corporate blogging</a> nel 2007 ha subito una battuta di arresto. Il motivo di tale blocco molto probabilmente è da attribuire ad una scarsa comprensione delle potenzialità racchiuse in questo strumento di marketing e quindi ad una sua errata gestione.</p>
<p><span id="more-241"></span><br />
Quali sono gli ostacoli che impediscono alle aziende di sfruttare a pieno il proprio blog e di riuscere ad avere i risultati sperati? La risposta a questo quesito la si può trovare nel libro di <a href="http://www.debbieweil.com/" target="_blank">Debbie Weil</a>, <a href="http://www.amazon.com/dp/1591841259/?tag=smrtlnks-20" target="_blank">The Corporate Blogging Book: Absolutely Everything You Need to Know to Get It Right</a>, in cui l’autrice esamina dettagliatamente le varie problematiche che si presentano nella gestione di un blog aziendale e fornisce soluzioni interessanti al riguardo. Alcuni degli ostacoli menzionati nel libro sono “<strong>far digerire al capo dell’azienda l’idea di un corporate blog”,</strong> quindi vincerne le eventuali resistenze e la<strong> “stesura dei contenuti</strong>”. Il primo punto oramai sembra essere abbastanza superato dal momento che la maggior parte delle aziende ha capito l’importanza di avere un proprio blog, ma qualora si dovessero incontrare delle resistenze, potrebbe essere una buona idea far capire al capo che si ha intenzione di parlare dell’azienda seguendo comunque delle linee editoriali ben precise che lui stesso deciderà. È importante quindi <strong>stabilire a priori ciò di cui si può parlare e ciò che</strong> invece per ragioni o politiche interne<strong> va assolutamente evitato</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>gestione del contenuto</strong> l’autrice consiglia di abbandonare lo stile istituzionale tipico del comunicato stampa o della presentazione da conferenza e di <strong>rivolgersi ai propri lettori in maniera informale, diretta e soprattutto onesta. </strong>Altri aspetti da non sottovalutare che la Weil puntualizza, sono i requisiti che imprescindibilmente devono possedere le persone o la persona che scrive sul blog, quali la padronanza della materia e la dote di comunicare. Entrambi questi fattori costituiscono il mix perfetto affinché i post scritti catturino l’attenzione del lettore.</p>
<p>I lettori che approdano su un blog aziendale non hanno voglia di leggere pagine “istituzionali”, piene zeppe di grafici e di numeri, hanno voglia di conoscere il lato “intimo” dell’azienda, capirne la filosofia, la politica, tutto quello che non è facile trovare nei comunicati stampa tradizionali. <strong>Coinvolgere a livello emotivo è questo ciò a cui deve puntare un’azienda</strong> per stabilire un rapporto continuo, un legame forte con i propri clienti così come con le altre aziende. Per farlo deve avere il coraggio di mettersi in gioco, di parlare onestamente con i lettori e soprattutto <strong>imparare a gestire quelli che sono i feedback negativi, vedendoli nell’ottica di una crescita aziendale. </strong></p>
<p><strong>Il corporate blog serve ad accorciare le distanze tra cliente e azienda</strong>, fa capire meglio a quest&#8217;ultima cosa vogliono i suoi consumatori e attraverso il riscontro diretto le consente di correggere il tiro di eventuali errori in un modo più semplice e diretto. Cancellare il corporate blogging dalla lista degli strumenti di marketing solo perché non se ne conoscono le dinamiche non è la mossa giusta. Sforzarsi invece di avere un approccio aziendale meno istituzionale sembra essere la nuova strada del business.</p>
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		<title>Aziende e WebMarketing: l&#039;esempio da non seguire</title>
		<link>http://isayblog.com/blog/corporate-blog/aziende-e-webmarketing-lesempio-da-non-seguire/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 08:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camillo Miller</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[Mosaico Arredamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Sarnari]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni nella blogosfera italiana si fa giustamente un gran parlare dell&#8217;affaire Sarnari-Mosaico Arredamenti. La questione è presto riassunta: Sergio Sarnari, programmatore e blogger, in un post del suo blog si lamenta di un acquisto effettuato presso la Mosaico Arredamenti e del comportamento inqualificabile (a suo dire ovviamente) dell&#8217;azienda, che si rifiuta di ascoltare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"> <strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/06/531193_14973982.jpg" alt="531193_14973982.jpg" /></strong></div>
<p align="justify">In questi giorni nella blogosfera italiana si fa giustamente un gran parlare dell&#8217;<em>affaire</em> <strong><a href="http://www.sarnari.net/personale/2008/06/comunicazione-e-web/">Sarnari</a></strong>-<strong>Mosaico Arredamenti</strong>. La questione è presto riassunta: <strong>Sergio Sarnari</strong>, programmatore e blogger, in un post del suo blog si lamenta   di un acquisto effettuato presso la Mosaico Arredamenti e del comportamento inqualificabile (a suo dire ovviamente) dell&#8217;azienda, che si rifiuta di ascoltare i suoi reclami e gli nega un colloquio con il direttore. Il responsabile dell&#8217;azienda stessa <strong>non la prende affatto bene</strong> e, forse dimostrando scarso senso delle proporzioni, denuncia Sarnari e chiede <strong>400.000€</strong> di danni. I blogger si mobilitano in massa e di conseguenza  la vicenda diventa in breve di dominio pubblico trasformandosi  in un boomerang mediatico per la Mosaico. Una scelta più consapevole da parte dell&#8217;azienda avrebbe potuto invece salvare capra e cavoli.</p>
<p><span id="more-118"></span></p>
<p align="justify"><strong>La situazione è perdente per entrambe le parti in causa</strong>. Sarnari, seppur supportato da numerose testimonianze di solidarietà dovrà perdere tempo e soldi dietro alla causa mentre la Mosaico Arredamenti ha compiuto una mossa che potrebbe costarle in termini d&#8217;immagine molto più dei 400.000€ chiesti come risarcimento.</p>
<p align="justify">Ciò che trapela è un&#8217;evidente <strong>impreparazione da parte dell&#8217;azienda</strong>, che pure è presente su internet, nella conoscenza e nella gestione delle dinamiche che regolano la comunicazione in rete. Per capire l&#8217;errore basta effettuare <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=mosaico+arredamenti&amp;btnG=Cerca+con+Google&amp;meta=">una ricerca su Google</a> con chiave Mosaico Arredamenti. Il primo risultato rimanda al sito della ditta (forse perché  pubblicizzato; lo stesso collegamento è presente infatti anche nella barra laterale dei link sponsorizzati) mentre <strong>tutti i risultati successivi</strong> rimandano a siti che parlano della questione e criticano, spesso aspramente, la mossa della ditta.</p>
<p align="justify">Antonio Tombolini <a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/le-aziende-conversano-in-rete-a-suon-di-querele.html">riassume egregiamente</a> e con la giusta ironia  si rivolge all&#8217;AD della mosaico offrendogli una consulenza strategica gratuita:  lo invita virtualmente a ritirare la querela e a scrivere una mail  di scuse in con<strong> la richiesta a Sarnari di chiudere un occhio sulla stupidata</strong> -ma Tombolini usa un altro termine &#8211; irresponsabile e con l&#8217;invito a non divulgare ulteriormente la faccenda. Ecco il metodo migliore, dice, per riparare all&#8217;errore e allo stesso tempo assurgere ad idolo di centinaia di blogger. Al solo costo di una mail, ovvero zero:</p>
<p align="justify">&#8220;<em>Bene, signor Rossetti Andrea (</em>il responsabile di Mosaico &#8211; n.d.iSB<em>), resti ancora un po’ con gli occhi chiusi, così, rilassato. Si rende conto di che cosa accadrebbe se lei facesse così, mandasse questa mail al mio amico Sergio? Lei diventerebbe un mito, l’idolo di migliaia di blogger, in un attimo, al costo di una mail, cioè zero. Cioè infinitamente meno, per dire, di quell’<a href="http://www.mosaicointernational.it/" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.mosaicointernational.it');">inutile sito in flash</a> che le hanno fatto (altro consiglio gratis: lo butti via, e si faccia un blog, funziona meglio ed è pure gratis)</em>&#8220;</p>
<p align="justify">Naturalmente <strong>lungi da noi voler negare teoricamente il diritto di un&#8217;azienda a far rispettare, anche per vie legali, la propria immagine</strong>. Ma se nel &#8220;mondo reale&#8221; perpetrare questa tutela attraverso l&#8217;oscuramento  delle critiche -di un cliente, per giunta- è comunemente considerato un&#8217;errore, su internet un comportamento di questo tipo è forse addirittura assimilabile ad un suicidio comunicativo vero e proprio.</p>
<p align="justify"><a href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2008/06/anche-in-italia.html">Mauro Lupi conclude dicendo</a>, <strong>per sua stessa ammissione in maniera un po&#8217; cinica</strong>, che saluta favorevolmente la vicenda perché perlomeno d&#8217;ora in avanti ci sarà un bel caso &#8220;<em>in letteratura</em>&#8221; per spiegare con chiarezza alle aziende qual&#8217;è il comportamento da non seguire in questi casi.</p>
<p align="justify"> Un risarcimento per il disturbo e una bella lettera di scuse a Sarnari scritta su carta intestata (tanto per rimanere sul classico) sarebbero valsi per la Mosaico certamente di più della parcella dell&#8217;avvocato.</p>
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		<title>IAB Forum Roma 2008: I contenuti</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 23:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Braha</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una settimana di intenso lavoro per la nostra giovane azienda, questa. L&#8217;evento della Digital PR sul &#8220;Nuovo potere dei consumatori sul Web&#8221; il 6 Maggio, lo &#8220;Speciale Al Gore&#8221; per la presentazione della Current Tv l&#8217;8 Maggio, passando per l&#8217;importante IAB Forum, previsto a Roma per il 6, al Salone delle Fontane, in una cornice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"> <b><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/zz3f3e9d3a.jpg" mce_src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/zz3f3e9d3a.jpg" alt="zz3f3e9d3a.jpg"></b></div>
<p></p>
<div align="justify"> Una settimana di intenso lavoro per la nostra giovane azienda, questa. L&#8217;<a href="http://www.isayblog.com/isayblog/isayblog-a-il-nuovo-potere-dei-consumatori-sul-web-organizzato-da-digital-pr/" mce_href="http://www.isayblog.com/isayblog/isayblog-a-il-nuovo-potere-dei-consumatori-sul-web-organizzato-da-digital-pr/">evento della Digital PR</a> sul &#8220;Nuovo potere dei consumatori sul Web&#8221; il 6 Maggio, lo &#8220;Speciale Al Gore&#8221; per la <a href="http://skytg24.blogs.com/" mce_href="http://skytg24.blogs.com/">presentazione della Current Tv</a> l&#8217;8 Maggio, passando per l&#8217;importante <a href="http://www.iabforum.it/IAB_FORUM_ROMA_2008/default.aspx" mce_href="http://www.iabforum.it/IAB_FORUM_ROMA_2008/default.aspx">IAB Forum</a>, previsto a Roma per il 6, al Salone delle Fontane, in una cornice più che degna.</div>
<p></p>
<div align="justify"> In mezzo a tante facce note e meno note del settore ci facciamo strada per seguire da vicino un evento tutto dedicato alla pubblicità interattiva in Italia, un settore che interessa molto da vicino noi di <i>IsayBlog!</i> sia in funzione del nascente progetto di <i>corporate blogging</i>, sia per conoscere più da vicino la prospettiva di quegli investitori interessati a campagne ADV sul nostro network di Blog di informazione. Ci soffermeremo sugli interventi ritenuti più significativi.<br />
Emozionante vedere introdurre il Forum, insieme a <i>Layla Pavone</i>, <b>Mauro Lupi</b> (Presidente di <i>Ad Maiora</i>), che sembra prendere vita quasi magicamente i nostri occhi, abituati a leggerlo con avidità fino ad oggi solo negli interventi sul suo <a href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/" mce_href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/">Blog personale</a>.</div>
<p></p>
<div align="justify"> Dopo i convenevoli di rito, introduce la materia internet il solito <b>Marco Montemagno</b>, con un intervento ad effetto concentrato in 20 minuti, che affronta a volo d&#8217;uccello i principali luoghi comuni e le opportunità che la rete può offrire per l&#8217;utente <i>corporate</i>. A lui il compito di creare quell&#8217;atmosfera informale, grazie all&#8217;uso ormai sperimentato di slide fotografici con immagini divertenti, che crea quel clima rilassato che induce ad una maggiore produttività.</div>
<p><img src="http://www.isayblog.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" mce_src="http://www.isayblog.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" class="mceWPmore mceItemNoResize" title="Continua..."></p>
<div align="justify"> Di sicuro spessore il tema trattato da <b>Vito Di Bari</b> (docente di Gestione dell&#8217;Innovazione a Politecnico di Milano e coordinatore del <i>CrossMedia Lab</i> all&#8217;università Bocconi, insieme a numerosi altri incarichi), che in modo simpatico si dice &#8220;costretto&#8221; dagli organizzatori ad offrire una visione <i>short term</i>, per lui abituato a fornire scenari di più ampio respiro. Ci viene da dire che se la cava egregiamente, affrontando un tema caro tanto agli investitori, quanto utile alle concessionarie pubblicitarie: <b>cercare di cogliere l&#8217;anima del nuovo Web</b>. Ovvero, &#8220;C&#8217;è molta più concretezza in rete di prima, solo che è diventato più difficile monitorarla, e l&#8217;approccio, che una volta era lineare, ora è diventato complesso&#8221;. Un tema affrontato proprio nel <a href="http://www.vitodibari.net/web20/" mce_href="http://www.vitodibari.net/web20/">suo ultimo libro</a> &#8220;Web 2.0&#8243; di cui riprende in apertura un passo interessante che avevo già letto in articolo proprio di <i>Mauro Lupi</i>:</div>
<p></p>
<blockquote><p>Dell&#8217;introduzione al Web 2.0 di Di Bari mi ha divertito l&#8217;associazione della relativa terminologia ad una scena a Via Montenapoleone in cui una ragazza guarda le vetrine (page views), entra in un negozio (click through) e guarda gli scaffali che sembrano più gettonati (digging) mentre ascolta dalla sua amica i suggerimenti sul negozio (folksonomy); poi va in camerino (deep linking), prova un vestito e accoglie i commenti della sua amica (social networking) e mette da parte gli abiti che le piacciono di più (tagging).</p>
</blockquote>
<div align="justify"> Sono quindi 10 i punti intorno ai quali il suo intervento si articola, che possiamo chiamare &#8220;dritte&#8221; per cavalcare il <i>mainstream</i> su internet. Le elenco senza commentarle, convinto che si tratti di veri e propri &#8220;capisaldi&#8221; per gli operatori del settore (le ho declinate all&#8217;infinito, ma <i>Di Bari</i> li ha posti come IMPERATIVI (<i>distribuite, regalate, interagite, ecc.</i>).</div>
<p></p>
<ol>
<li>Distribuire gratuitamente dei servizi</li>
<li>Puntare sui nuovi formati (podcast, videocast, ecc.)</li>
<li>Regalare contenuti premium</li>
<li>Interagire (detto anche &#8220;alzare il culo&#8221;)</li>
<li>Vincere la paura di viralizzarsi</li>
<li>Sciogliere le contraddizioni Glocal</li>
<li>Crossmedializzarsi</li>
<li>Puntare molto sui <i>rich media</i></li>
<li>Fidelizzare. Fino alla nausea</li>
<li>Sorprendere</li>
</ol>
<div align="justify"> Mai banale il consiglio, tra quelli ultimi, di investire in una forma di comunicazione durevole, e di smettere di pensare in termini di campagne. <b>Vito Di Bari</b> riesce ad chiudere con effetto e ad essere credibile con l&#8217;efficace analogia finale tra il Web 2.0 e un puledro selvaggio. </div>
<p></p>
<blockquote><p>Se non lo cavalcate con sapienza, sarà facile essere disarcionati dalla sua irruenza. Ma se riuscirete a domarlo, lui vi amerà.</p>
</blockquote>
<p>Segue un intervento proprio di <b>Layla Pavone</b>, del presidente della <i>IAB ITALIA</i>, alla quale sono iscritte più di 100 aziende pubblicitarie che operano su Internet e organizzazione responsabile dell&#8217;evento. Layla ha illustrato la crescita costante e significativa del mercato italiano dell&#8217;<i>advertising</i>. Il suo intervento può essere espresso con una previsione significativa: <b>entro due anni il mercato della pubblicità su Internet raggiungerà il 10% del totale e si tratta di una crescita destinata ad aumentare nei prossimi anni.</b> Il giro d’affari del settore toccherà quest’anno il miliardo di euro, con un incremento del 40% rispetto al 2007. Numeri interessanti che stuzzicano, ovviamente gli appetiti della sala. E si sofferma sulla formazione, ritenuta «fondamentale per la crescita dell’advertising online». E visto che attualmente la mancanza di pubblicitari preparati si avverte, «l’Associazione si è posta l’obiettivo di creare un master o un corso post laurea, che possa mettere a disposizione risorse giovani all’interno della nostra industria».</p>
<p>Un veloce <i>coffee break</i> che ci rimette in sesto (lodevole l&#8217;organizzazione, non c&#8217;è che dire) e siamo pronti per un altro intervento i sicuro interesse. C&#8217;è <b>Enrico Gasperini</b> che presenta <a href="http://www.audiweb.it/index.php" mce_href="http://www.audiweb.it/index.php">Audiweb</a>, di cui è presidente. Si tratta di un iniziativa volta alla realizzazione e distribuzione dei dati sulla audience online, con il principale obiettivo di fornire informazioni oggettive e imparziali al mercato, sulla fruizione del mezzo Internet e su ogni altra rete o sistema online utilizzando opportuni strumenti di rilevazione. Non potremmo essere più che d&#8217;accordo. <i>&#8220;Il terreno di internet deve essere reso più semplice per un investitore&#8221;</i> dice Gasperini, <i>&#8220;il processo realizzativo è molto costoso, ma le aziende non possono pensare di gestire internet in maniera tradizionale&#8221;</i>.<br />
E ad <i>Audiweb</i> può spettare il compito di avvicinare domanda ed offerta, in un mondo dove le cifre citate sugli aventi accesso alla rete spesso oscilla tra il 20 e i 35 milioni di utenti. Una differenza disarmante per chi è impegnato in una pianificazione pubblicitaria. La presentazione di dati aggiornati è sempre apprezzabile per chi si occupa di affari, ma questo strumento è ancora più apprezzabile in un campo dove i dati invecchiano molto velocemente.</p>
<p>Delle due tavole rotonde a cavallo dell&#8217;ora di pranzo rimane la sensazione che gli attori di questo processo di &#8220;scivolamento&#8221; dall&#8217;ADV tradizionale alle nuove forme di Media online abbiano esperienze ed idee piuttosto diverse tra loro. Il primo dibattito, moderato da <i>Fabiano Lazzarini</i>, General Manager della IAB Italia, sul tema &#8220;<i>Le strategie degli investitori pubblicitari sui media interattivi</i>&#8220;. L&#8217;altra, moderata proprio da Mauro Lupi, sulla &#8220;<i>Pubblicità online: elemento chiave del marketing-mix</i>&#8220;.</p>
<p>Più interessante per noi concentrarci sulla prima parte. Interessante assistere alle esperienze soddisfatte di <b>Procter &amp; Gamble</b> (rappresentata dal senior manager <i>Emanuela Contino</i>) e <b>Renault Italia</b> (<i>Gabriella Favuzza</i> CRM &amp; e-business manager) che hanno utilizzato con successo la rete con iniziative di marketing virale, sfruttando strumenti moderni come i <i>social network</i>, <i>youtube</i>, <a href="http://it.mail.mailpepper.com/gillette/gillette_int.cfm" mce_href="http://it.mail.mailpepper.com/gillette/gillette_int.cfm">appieno</a> e con competenza.</p>
<p>Di diversa natura l&#8217;esperienza di aziende anche importanti come <b>Enel</b> e <b>Poste Italiane</b> (rappresentate da <i>Silvia Fellegara</i> e <i>Giacomo Robustelli</i>), ancora impegnate a &#8220;domare il puledro selvaggio&#8221; (dall&#8217;immagine che ci suggeriva Di Bari). Fino all&#8217;esperienza di <b>Avis</b>, che per bocca del Channel Distribution Manager, <i>Angelo Brienza</i>, candidamente si rivolgeva alla platea chiedendo alle aziende ADV: &#8220;noi siamo disposti ad investire, ma voi dovete aiutarci con competenza&#8221;. Complessivamente (per riallacciarci all&#8217;intervento di <i>Layla Pavone</i>), gli investimenti in internet per tutte queste aziende rimangono nell&#8217;ordine del 5-7%.</p>
<p><b>La nostra sensazione.</b> Abbiamo apprezzato questo Forum veramente ben organizzato (ancora complimenti, dunque agli organizzatori e agli sponsor) e usciamo sorridenti con un filino di soddisfazione sul volto. Devo dire che come azienda piccola, noi di <b>IsayBlog!</b>, questa crescita costante, ma <b>ancora contenuta nei valori assoluti</b>, descritta negli interventi ci rinfranca. Ci affacciamo oggi ad un mercato complesso in cui la concorrenza spietata di società di ADV che ora destinano la maggior parte delle loro risorse off-line ci schiaccerebbe, se fosse presente in modo massiccio.<br />
E l&#8217;idea di crescere insieme al mercato ci piace, non fosse altro perchè destinare tante risorse in termini professionali ed economici in un segmento lontano dal grande business e che deve ancora compiere la sua maturazione <b>ci fa sentire tranquilli come investitori. </b></p>
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		<title>IsayBlog! partecipa a &quot;Il nuovo potere dei consumatori sul web&quot;, organizzato da Digital PR</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 20:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Braha</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come si comportano i consumatori prima di acquistare un prodotto? Perchè decidono di acquistarlo? Cosa pensano dopo averlo acquistato? E soprattutto, cosa dicono? A questi ed altri importanti quesiti si è provato a dare risposta oggi, nell&#8217;ambito dell&#8217;importante evento &#8220;Il nuovo potere dei consumatori sul web&#8221;, organizzato dalla Digital PR. All&#8217;evento hanno partecipato esponenti importanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/metaverse-logos.jpg" alt="metaverse-logos.jpg" /></strong></div>
<div>
<strong>Come si comportano i consumatori prima di acquistare un prodotto? Perchè decidono di acquistarlo? Cosa pensano dopo averlo acquistato? E soprattutto, cosa dicono?</strong></p>
<p>A questi ed altri importanti quesiti si è provato a dare risposta oggi, nell&#8217;ambito dell&#8217;importante evento <em><a href="http://www.digital-pr.it/pages/seminario_2.html">&#8220;Il nuovo potere dei consumatori sul web&#8221;</a></em>, organizzato dalla <em>Digital PR</em>. All&#8217;evento hanno partecipato esponenti importanti del mondo della rete e non, come <strong>Carlo Rossanigo</strong> (Direttore Relazioni Esterne e Corporate Marketing di Microsoft Italia), <strong>Luca Belloni</strong> (Amministratore Delegato di Millward Brown Delfo Italia), e <strong>Vincenzo Cosenza</strong> (Responsabile sede di Roma di <a href="http://www.digital-pr.it">Digital PR</a>), che hanno portato il loro contributo e condiviso la loro esperienza.</p>
<p><strong>Noi di <em>IsayBlog!</em> abbiamo avuto il piacere di essere presenti all&#8217;evento</strong>, di conoscere alcuni dei relatori presenti, e di apprezzare l&#8217;ottima organizzazione, la professionalità dei partecipanti e la qualità dei contenuti trattati.</div>
<p><span id="more-94"></span></p>
<div>Si è parlato di <strong>Blog, Corporate Blogging, forum, social network, consumer generated media (<em>user generated media</em>)</strong>, in funzione del ruolo e dell&#8217;influenza sui consumatori, provando a valutare quanto questi fenomeni siano importanti nell&#8217;approccio all&#8217;acquisto, e quanto il feedback, e specialmente il <em>buzz</em> dato in pasto alla rete, sia importante nello sviluppo di progetti in divenire delle grandi aziende.</p>
<p>Si è parlato di come il ruolo del <em>passaparola online</em> svolga un&#8217;importanza fondamentale, e lo studio di alcuni casi aziendali, tra i quali quelli di <em>Microsoft, Pirelli, Telecom Italia, L&#8217;Oréal</em>, ha fornito elementi utili per una riflessione dettagliata, e fornito nuove occasioni di indagine e controllo, per quanto possibile, del fenomeno.</div>
<div>In particolare <strong>la Digital PR</strong> ha presentato <strong>Vox Populi</strong>, uno strumento molto interessante e davvero innovativo per i responsabili marketing e relazioni esterne, composto da più servizi, che permette alle aziende di:</div>
<ul>
<li>monitorare sia le comunità italiane che quelle straniere</li>
<li>analizzare i prodotti e i servizi, comparandoli con i concorrenti</li>
<li>essere avvisate tramite <em>alert</em> quotidiani, e di ricevere report settimanali o mensili</li>
<li>analizzare la reputazione di un&#8217;azienda sul web</li>
<li>permettere un accesso all&#8217;azienda per leggere e valutare i messaggi rilevati</li>
<li>generare <em>on the fly</em> molteplici tipi di grafici</li>
</ul>
<div>Intervento di sicuro interesse è stato quello di <em>Carlo Rossanigo</em> di <em>Microsoft Italia</em>, che ha invece presentato l&#8217;esperienza di <strong><a href="http://www.mclips.it/">MClips</a></strong>, una piattaforma Blog interna dell&#8217;azienda Microsoft, che vuole essere il luogo dove gli utenti della Rete potranno stabilire un dialogo aperto con Microsoft e dove alcune persone di Microsoft Italia racconteranno i vari temi con cui si confrontano tutti i giorni (Carlo ci ha spiegato poi che il termine <em>Clip</em> è stato appositamente scelto per la rilevanza che l&#8217;elemento video avrebbe ricoperto all&#8217;interno del progetto).<br />
<strong>Questo dispositivo permette ai dipendenti di diventare blogger, condividere idee, comunicare le esperienze vissute con l&#8217;esterno, e fornire un supporto tecnico ai visitatori e ai clienti </strong>(e si è discusso a lungo della grande competenza degli utenti della rete nei confronti di alcuni prodotti, spesso addirittura superiore a quella dei dipendenti delle aziende creatrici dei prodotti stessi). Questo progetto a noi di <em>IsayBlog!</em> piace particolarmente: dimostra come un marchio importante come <em>Microsoft Italia</em> sia interessata fattivamente ad un dialogo diretto con la blogosfera. E aprire le porte (nel caso in questione sarebbe più opportuno dire le finestre) di casa Microsoft, per consentire di commentare, discutere, su quanto i loro tecnici e dipendenti proporranno nei loro post, è la via più diretta per mostrare il volto sano di un&#8217;azienda &#8220;fatta di persone&#8221;, che non ha paura di incoraggiare la libera circolazione delle idee al suo interno.</div>
<div>Carlo ha poi indicato che <strong>l&#8217;Italia è considerata da Microsoft il paese con il più alto tasso di creatività tra i suoi dipendenti</strong>, e non ha nascosto il sogno di vedere riprodotta in scala mondiale la sua idea, e magari di estendere la piattaforma <a href="http://www.mclips.it/">MClips</a> in maniera totale, anche al pubblico. &#8220;Ma è già molto quello che si è ottenuto sin d&#8217;ora, ed è presto per pretendere troppo&#8221;, precisa.</div>
<div><strong>In sintesi, la giornata ha avuto come tema principale quello di ribadire ancora una volta che i Blog e agli altri strumenti della rete correlati, hanno una funzione centrale nel processo di acquisto del consumatore e una influenza diretta nella maturazione dell&#8217;idea di valore e funzione del prodotto stesso</strong>.</p>
<p>E se qualche cliente fosse ancora scettico, se puntasse ancora ai vecchi media, fareste bene a spiegargli che:</p></div>
<blockquote><p>I giovani leggono, ma non leggono ciò che leggi tu, leggono i blog!</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Una formazione per il corporate blogger</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 08:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camillo Miller</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
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		<category><![CDATA[CEO]]></category>
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		<description><![CDATA[Il blogging è certamente un&#8217;esperienza personale. Tuttavia un&#8217;azienda che decida di affidare ad un proprio dipendente o al proprio presidente l&#8217;impegno della redazione di un corporate blog, deve prendere seriamente in considerazione la possibilità di &#8220;istruire&#8221; il team di futuri blogger con una formazione mirata al fine di fornire loro il bagaglio di conoscenze tecniche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/480418_51342920.jpg" alt="480418_51342920.jpg" /></strong></div>
<p align="justify">Il blogging è certamente <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/corporate-blog-quale-linguaggio-utilizzare/">un&#8217;esperienza personale</a>. Tuttavia <strong>un&#8217;azienda che decida di affidare ad un proprio dipendente  o al proprio presidente</strong> l&#8217;impegno della redazione di un corporate blog, deve prendere seriamente in considerazione la possibilità di &#8220;<strong>istruire</strong>&#8221;  il team di futuri blogger con una<strong> formazione mirata</strong> al fine di fornire loro il bagaglio di conoscenze tecniche necessarie allo svolgimento del compito che li attende. E&#8217; importante prima di tutto che<strong> il futuro blogger sia consapevole degli strumenti</strong> che la scrittura web gli offre e che sia poi in grado di gestire gli aspetti tecnici relativi alla pubblicazione e alla gestione dei contenuti.</p>
<p align="justify"><span id="more-91"></span></p>
<p align="justify">Se il futuro blogger non è mai entrato in contatto con il &#8220;dietro le quinte&#8221; della scrittura web, ed è sempre stato <strong>un mero fruitore della comunicazione in rete</strong>, è bene impartire una veloce &#8220;alfabetizzazione&#8221; a riguardo. E&#8217; bene introdurlo ai concetti chiave, come l&#8217;utilizzo dei link in sostituzione di lunghi periodi esplicativi , o la necessità di una stesura chiara e sintetica. In secondo luogo si potrà spiegare l&#8217;importanza dell&#8217;ottimizzazione delle parole chiave, utili ai fini dell&#8217;indicizzazione nei motori di ricerca. In questa fase gli aspetti da prendere in considerazione sono molteplici e variano a seconda del livello di preparazione iniziale di chi riceve questa formazione. Ascoltate bene le richieste e cercate di rispondere ad ogni domanda e chiarire ogni dubbio.</p>
<p align="justify"><strong>Sarà poi necessario descrivere al dipendente-blogger le modalità d&#8217;uso della piattaforma di blogging</strong> prescelta per la creazione del corporate blog. Il nostro consiglio è come sempre quello di puntare su <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/quale-piattaforma-per-un-corporate-blog/">WordPress</a> anche per la facilità d&#8217;uso e la sostanziale<strong> analogia  con il meccanismo di scrittura di un wordprocessor</strong>. Attenzione, per esperienza personale vi dico: <strong>mai suggerire</strong> al futuro blogger di utilizzare l&#8217;interfaccia di WordPress &#8220;<strong>come se stesse scrivendo un documento in Word</strong>&#8220;.</p>
<p align="justify">Il passo successivo e inevitabile <strong>sarà il tentativo</strong>, da parte del principiante, <strong>di copiare direttamente in WordPress un documento redatto con il programma di Microsoft</strong>. Le aberrazioni che ne derivano e che dipendono dall&#8217;utilizzo della formattazione di Word all&#8217;interno di WordPress sono il motivo per cui sconsiglio questa scorciatoia. E&#8217; bene spendere del tempo per insegnare i concetti base della formattazione attraverso <strong>l&#8217;utilizzo dei tag HTML</strong> con esempi concreti su post di prova. Anche se ci vorrà probabilmente molta pazienza, eviterete successive telefonate disperate da parte del &#8220;blogger&#8221; che non capisce come mai tutta la home page del sito compare in Times New Roman corpo 26.</p>
<p align="justify">E&#8217; importante istruire i futuri blogger <strong>anche su tematiche meno tecniche ma comunque importanti al fine di un sano e coscienzioso utilizzo delle potenzialità della rete</strong>. Introduceteli al concetto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Netiquette">Netiquette</a> e illustrate loro alcuni degli errori più comuni che possono <strong>minare la credibilità del blog e degli autori, nonché dell&#8217;azienda</strong>. Vi ricordo che <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/corporate-blog-imparare-dagli-errori-dei-blog-politici/">i blog dei politici</a> possono essere un buon punto di partenza per capire come non approcciarsi alla comunicazione in rete. Non dimenticate di citare <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/gli-aspetti-legali-e-normativi-del-blogging/">il rispetto del copyright</a> e delle <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/come-scegliere-le-immagini-per-un-corporate-blog/">licenze d&#8217;uso di immagini e file multimediali</a>. A questo proposito, per rafforzare la vostra tesi,  potreste <strong>segnalare pratiche sbagliate</strong> e <strong>controproducenti</strong> come <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/hotlinking-e-bandwith-theft-due-pratiche-da-evitare/">l&#8217;hotlinking</a> e far capire ai futuri blogger i vantaggi di una condotta on-line eticamente corretta.</p>
<p align="justify">Ricordate loro che la nuova esperienza che stanno per intraprendere ha come fine ultimo <strong>l&#8217;apertura di un nuovo canale di dialogo e comunicazione privilegiato  fra l&#8217;azienda e l&#8217;utenza</strong>. Per questo è importante che essi sappiano relazionarsi con il pubblico  in maniera corretta; spiegate loro (e ai dirigenti, in particolar modo) <strong>l&#8217;importanza</strong> di stilare  una <a href="http://www.isayblog.com/corporate-blog/una-privacy-policy-per-il-vostro-corporate-blog/">policy sulla privacy</a> e di esplicitare il comportamento che vorranno tenere nella moderazione dei commenti.</p>
<p align="justify">Infine l&#8217;aspetto <strong>l&#8217;aspetto più importante e più difficile</strong> (soprattutto quando si ha a che fare con dirigenti navigati e old-school)  è riuscire a far capire al &#8220;futuro blogger&#8221; che <strong>un blog non è solo un dei tanti aspetti della comunicazione aziendale</strong>. Richiede un impegno diverso che non può essere appaltato o gestito come un qualsiasi contratto pubblicitario. E&#8217; necessaria <strong>una vera e propria presa di coscienza</strong>, e in in certi casi un vero e proprio cambio di mentalità, da parte di colui che all&#8217;interno dell&#8217;azienda avrà il compito di redarre il blog. <strong>La consapevolezza di quest&#8217;ultimo aspetto è fondamentale</strong> per la riuscita di un serio e consapevole progetto di corporate blogging.</p>
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		<title>Fortune 500 e i corporate blog che contano</title>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2008 08:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camillo Miller</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[blogs]]></category>
		<category><![CDATA[corporate]]></category>
		<category><![CDATA[Corporate Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[grandi aziende]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti sono sicuramente la patria del Corporate Blogging. Negli USA alcune fra le più grandi aziende, non solo appartenenti al settore tecnologico, hanno scoperto l&#8217;utilità di questa nuova forma di comunicazione aziendale e la applicano quotidianamente con successo. Per avere un&#8217;idea di quali grandi e importanti aziende posseggono un corporate blog di varia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><strong><img src="http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/986261_14011707.jpg" alt="986261_14011707.jpg" /></strong></div>
<p align="justify">Gli Stati Uniti sono sicuramente <strong>la patria del Corporate Blogging</strong>. Negli USA alcune fra le più grandi aziende, non solo appartenenti al settore tecnologico, hanno scoperto <strong>l&#8217;utilità di questa nuova forma di comunicazione aziendale</strong> e la applicano quotidianamente con successo. Per avere un&#8217;idea di quali grandi e importanti aziende posseggono un corporate blog di varia natura (CEO, Company, Expert o altro) è utile consultare <a href="http://www.eu.socialtext.net/bizblogs/index.cgi">questa wiki/lista</a> stilata e costantemente aggiornata  da <a href="http://www.thelongtail.com/">Chris Anderson</a> (Wired) e <a href="http://ross.typepad.com/">Ross Mayfield</a> (Socialtext).</p>
<p align="justify"><span id="more-87"></span></p>
<p align="justify">I due autori hanno messo online un elenco delle società che rientrano nell&#8217;ambita classifica <strong>Fortune 500</strong> e che attualmente gestiscono uno o più  progetti di corporate blogging. <a href="http://www.knowmoremedia.com/">Easton Ellsworth</a> (We Know Media) ha successivamente apportato e tuttora apporta il proprio contributo al progetto aggiornando la classifica e redigendo report specifici sui blog aziendali citati.</p>
<p align="justify">Nella lista spiccano, come prevedibile, <strong>molte aziende del settore IT</strong>. Prima fra tutte Google, che con <a href="http://googleblog.blogspot.com/">Google Blog</a> raggiunge quotidianamente milioni di lettori. Da segnalare anche <strong>l&#8217;esperienza di corporate blogging</strong> intrpresa da eBay con <a href="http://ebaydeveloper.typepad.com/">un blog tematico sullo sviluppo software</a>, i <a href="http://www.hp.com/hpinfo/blogs/index.html">company blogs di HP</a> e  il blog del centro di ricerca di Palo Alto di Xerox (blog interno).</p>
<p align="justify">Fra le aziende esterne al settore tecnologico troviamo <strong>diversi pesi massimi dell&#8217;aviazione</strong> civile e della costruzione di aeromobili.  La Delta Airlines cura il progetto <a href="http://blog.delta.com/">Under the Wing</a>, un company blog a cui partecipano tutti i dipendenti, mentre American Airlines ha inaugurato in aprile il blog <a href="http://aaconversation.blogspot.com/">AA conversation</a>. Da segnalare anche <a href="http://boeingblogs.com/randy/">Randy&#8217;s Journal</a>, il blog del Vice Presidente della divisione marketing di <strong>Boeing</strong>, Randy Tinseth.</p>
<p align="justify">Vorrei infine mettere in evidenza il particolare progetto di <strong>Wells Fargo</strong>. Il gigante della finanza, all&#8217;interno nel nutrito network di blog aziendali, ospita anche <a href="http://blog.wellsfargo.com/GuidedByHistory/">Guided By History</a>, un company blog al quale contribuiscono il CEO e un nutrito gruppo di manager e dipendenti, con un obiettivo particolare: <strong>ripercorrere la storia di Wells Fargo attraverso i nutriti archivi storici dell&#8217;azienda</strong> al fine di valorizzare meglio il  materiale storiografico contenuto dagli archivi stessi.</p>
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		<title>Corporate Blog in Italia, opportunità o un&#039;occasione mancata?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2008 09:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>B.Raccah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Blog aziendali]]></category>
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		<category><![CDATA[Comunicazione Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Corporate Blogging]]></category>
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		<category><![CDATA[Internet marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Blog è la nuova frontiera di internet, lo dicono i numeri. Il successo di questo stile di contenuto è dovuto in gran parte all&#8217;aspetto partecipativo che lo caratterizza. In Italia almeno 1,8 milioni di persone leggono Blog, il 64% degli intervistati ha dichiarato di avere fiducia nei Blog e di ritenerli anche talvolta autorevoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div align="center"><a href='http://www.finanzalive.com/wp-content/uploads/2008/04/corp-blog.jpg'><strong><img src="http://www.finanzalive.com/wp-content/uploads/2008/04/corp-blog.jpg" alt="" title="corp-blog" width="342" height="249" class="alignnone size-full wp-image-976" /></strong></a></div>
<p></p>
<div align="justify">Il Blog è la nuova frontiera di internet, lo dicono i numeri. Il successo di questo stile di contenuto è  dovuto in gran parte all&#8217;aspetto partecipativo che lo caratterizza.<br />
In Italia almeno <strong>1,8 milioni di persone leggono Blog</strong>, il 64% degli intervistati ha dichiarato di avere fiducia nei Blog e di ritenerli anche talvolta autorevoli nel loro campo, il <strong>40% di avere fatto acquisti dopo essersi documentato sui Blog e avervi tratto utili informazioni</strong>. I Blog si stanno affermando sempre di più come <strong>strumento di comunicazione, di dialogo e scambio</strong>. Il successo dei <strong>Blog &#8220;personali&#8221;</strong>, dei cosidetti diari online, non è affatto sfuggita alle aziende e agli esperti di marketing.</div>
<p>
<span id="more-53"></span></p>
<div align="justify">La letteratura su questo tema è cresciuta verticalmente, così come i siti che se ne occupano. Cerchiamo di ripercorrere insieme le  tappe fondamentali di questa idea che ha scosso la tradizionale comunicazione aziendale. L&#8217;idea dei <strong>Corporate Blog</strong> nasce ovviamente negli Stati Uniti, mentre è sbarcata in Italia solo da poco tempo: comunicazione interna ed esterna &#8211; o <strong>Blog Interno</strong> e <strong>Blog Esterno</strong> &#8211; l&#8217;obiettivo che si pongono i primi <em>Blog aziendali</em> (oggi la classificazione è più complessa, ma parliamo dell&#8217;inizio).<br />
Aumento dell&#8217;efficienza interna (e quindi della produttività), attraverso una maggiore circolazione delle idee, è l&#8217;obiettivo principale di un <strong>Blog interno</strong>.<br />
Instaurare un rapporto di fiducia con il proprio seguito, la ricerca di un feedback sui nuovi prodotti o i nuovi servizi, la raccolta di dati su un campione trasversale di utenti, la conquista di fasce più ampie di consumatori, quelle del tipico <strong>Blog esterno</strong>.</strong> . </div>
<p></p>
<div align="justify">Ciascuno dei due modi di &#8220;fare blogging&#8221; ha le sue caratteristiche distintive, ma fermiamoci al mondo dei <em>Blog esterni</em>, per analizzare la prima sfida che un&#8217;azienda deve affrontare. Di primo impatto possiamo fare una osservazione: il grande successo dei Blog tradizionali è che la gente viene maggiormente coinvolta, attribuendo un livello molto alto di fiducia, <strong>perchè li percepisce come più liberi e privi di censura rispetto ai media tradizionali.</strong> In un Blog aziendale questa libertà va gestita attentamente, cercando di indirizzare la discussione intorno al tema con naturalezza, e <strong>cercando di non aver paura di mettere a rischio il proprio modello di business.</strong> Gli utenti ringrazieranno, apprezzando la differenza rispetto a quando il massimo della comunicazione era la pubblicazione di scarni comunicati di fine anno, che privavano della possibilità di interagire. </div>
<p></p>
<div align="justify">Gli utenti comunicano con le aziende, dunque, spesso stroncando in modo spietato certe iniziative, ma capaci allo stesso tempo di essere anche propositivi. E qui nasce la prima sfida. <strong>L&#8217;abilità dell&#8217;azienda oggi si deve arricchiere di nuove competenze, che permettano di sfruttare questo strumento a proprio vantaggio, cercando di non lasciar cadere le indicazioni preziose.</strong> Il Blog può addirittura indicare la fascia di prezzo di un bene. Un&#8217;ottima cosa, certamente. A patto che uno sia organizzato per adoperare certi cambiamenti.</div>
<p><!--more--><br />
<!-- adman --></p>
<div align="center"> <img src='http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/zz12c2eee3.jpg' alt='zz12c2eee3.jpg' /></div>
<p></p>
<div align="justify">In Italia, c&#8217;è chi ha preferito puntare su uno stile informale, come <strong>Ducati</strong> con il suo <a href="http://blog.ducati.com/" target="blank">Desmoblog</a> (uno dei tentativi coronati da successo), mentre altri hanno scelto uno stile più informativo e &#8220;pubblicitario&#8221;, come <strong>Fiat</strong> con <a href="http://www.quellichebravo.it/index.php?" target="blank">Quellichebravo</a>, il <em>corporate Blog</em> inaugurato dalla Fiat in occasione della presentazione della nuova <em>Bravo</em>.</div>
<p></p>
<div align="justify">Il <strong>Corporate Blog</strong> è uno strumento decisamente innovativo e come per molte cose, il nostro paese dimostra di avere un&#8217;atavica avversione per le novità: <a href="http://genteconleorecchie.wikispaces.com/" target="blank">sono tante</a> ormai, le aziende che hanno aperto un blog (alcuni ben realizzati, come quello del <a href="http://www.gruppotoscano.it/blog/">Gruppo Toscano Immobiliare</a>, o quello della società alimentare <a href="http://www.carnealfuoco.it/">AIA</a>), ma nel complesso ben poche hanno dimostrato di saper gestire con competenza questo dispositivo. Spesso i contenuti sono poco curati, e i post pubblicati ad intervalli molto lunghi, la mancanza di passione in quello che viene scritto e il dialogo con il cliente affidato solo a degli articoli sterili, in cui spesso &#8220;trasuda&#8221; l&#8217;aspetto commerciale ed affiora la consulenza &#8220;interessata&#8221; del blogger a pagamento. E gli utenti, che sono una realtà mutevole e molto ben avveduta, li snobbano impietosamente.</div>
<p></p>
<div align="center"> <img src='http://isayblog.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/zz6d1b1dab.jpg' alt='zz6d1b1dab.jpg' /></div>
<p></p>
<div align="justify"><strong>Quelle aziende che hanno saputo sfruttare al meglio questo spazio virtuale hanno puntato principalmente a formare una community e non a vendere:</strong> lo scopo del <em>corporate Blog</em> infatti deve essere la comunicazione a due direzioni, in cui l&#8217;ascolto è una parte fondamentale. Interessante in questo senso è il Blog di <em>Febal</em>, <a href="http://chiacchiereincucina.wordpress.com/" target="blank">Chiacchere in cucina</a>, con la possibilità per i lettori di inserire le foto del proprio focolare e delle <a href="http://www.gingerandtomato.com/" target="blank">ricette</a> che vi realizzano. Oppure quello di <strong>Mandarina Duck</strong>, <a href="http://blog.mandarinaduck.com/">The Duck Side</a>, che ha appena compiuto il giro di boa di un anno, e che ha subito affrontato gli utenti in modo diretto, <a href="http://blog.mandarinaduck.com/i-blogger/">spiegando senza troppi giri di parole chi si era e cosa si stava facendo lì.</a></div>
<p></p>
<div align="justify"><strong>Siamo certi che il Blog sia un potente strumento di marketing.</strong> Ma la strada per la realizzazione di contenuti credibili e la formazione di entusiasti evangelisti del prodotto non è affatto automatica. L&#8217;Italia ha una opportunità, che deve giocarsi senza cercare di bruciare le tappe. Interpretare questa realtà in modo personale, senza scimmiottare i modelli d&#8217;oltreoceano, dove il tessuto che costituisce la comunità di internet è più maturo e maggiormente orientato all&#8217;acquisto. <strong>Trovare il nostro modello di comunicazione si può fare, ma dobbiamo rispolverare quelle lezioni di marketing emozionale che qualcuno sembra avere improvvisamente dimenticato.</strong> </div>
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